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    Conf.Im.Italia Calabria scrive ai vertici della Regione Calabria

    “Conf.Im.Italia Calabria, Organizzazione Sindacale di carattere nazionale, in merito all’Avviso Pubblico “Riapri Calabria”, approvato con Decreto n. 5751 del 25/05/2020, chiede l’integrazione del Codice Ateco per la categoria dei fotografi all’interno dell’elenco delle aziende il cui settore è ammesso al Bando. Infatti la categoria dei fotografi, nello stesso avviso è equiparata alla categoria degli ottici, attività che non sono state sottoposte a chiusura durante l’emergenza Covid-19. Seppur, infatti, nell’attività dell’ottico è prevista anche quella del fotografo, il fotografo non svolgendo attività essenziale ha subito tutte le restrizioni e chiusure previste dal Governo. A tal fine si chiede l’immediato inserimento del Codice Ateco 74.20.19, riferibile all’esclusiva attività del fotografo artigiano”.

    Questo il testo della missiva, trasmessa a mezzo pec da CONFIMITALIA Calabria a firma del suo Presidente Domenica Amodeo, indirizzata al Presidente della Regione Calabria Jole Santelli, al Presidente del Consiglio regionale della Calabria Domenico Tallinied al Vice Presidente della Regione ed Assessore alle Politiche del Commercio e dell’Artigianato-Legalità-Cultura Nino Spirlì.

    La costola calabrese di CONFIMITALIA ha, quindi, chiesto con decisione ai vertici della massima istituzione regionale di rivedere l’elenco delle attività incluse nel Codice Ateco possibili beneficiarie di quanto disposto da “Riapri Calabria”. “I fotografi – dichiara Domenica Amodeo – non sono figli di un Dio minore. Se si escludono coloro i quali lavorano per le testate giornalistiche e che, quindi, non sono stati fermati nelle loro attività dall’emergenza relativa alla diffusione del Covid-19, la stragrande maggioranza di loro, disarmati di macchina fotografica e telecamera, ha dovuto riporre la propria attrezzatura per quasi 3 mesi”.

    “Con i divieti imposti dai vari Decreti emanati dal Presidente del Consiglio circa il partecipare a cerimonie religiose (matrimoni e battesimi, per esempio), l’organizzare eventi quali sfilate di moda, concerti e spettacoli in genere – continua Amodeo -, è evidente come l’artigiano che ha scelto la fotografia come proprio lavoro è stato oltremodo penalizzato”.

    “Siamo rimasti stupiti, pertanto – prosegue il Presidente di CONFIMITALIA Calabria -, nel constatarel’assenza del Codice Ateco 74.20.19 dalle attività economiche ai cui operatori è consentito l’accesso all’avviso pubblico Riapri Calabria emanato dalla Regione Calabria per l’erogazione di un sostegno alla liquidità delle microimprese calabresi”.

    “E’ necessario, quindi – chiosa Amodeo -, restituire dignità professionale e personale a tutti i lavoratori calabresi facendo sì che possano rialzare le saracinesche delle proprie attività fiduciosi nelle Istituzioni e lasciandosi alle spalle un periodo economicamente disastroso”.