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    Ordine degli Assistenti Sociali della Calabria: “Il rientro di persone dalle zone rosse potrebbe causare l’aumento di casi di Coronavirus”

    “L’Ordine degli Assistenti Sociali della Calabria segue con attenzione la preoccupante diffusione del COVID-19 che, recentemente, ha interessato anche il territorio calabrese seppur, allo stato attuale, con un numero contenuto di casi. Nonostante gli efficaci provvedimenti emanati dal Governo Nazionale e dal reggente Governatore, siamo indotti a ritenere che la diffusione dell’infezione potrebbe essere agevolata dal recente rientro massivo ed incontrollato di persone provenienti dalle zone rosse Siamo consci dei doveri che ci competono,anche in ossequio al Codice Deontologico dell’Assistente Sociale, e questo ci spinge ad una urgente presa di posizione a tutela dell’intera categoria professionale, quotidianamente esposta in prima linea sia al rischio infettivo che a pericoli di incolumità personale (aggressioni).

    Pertanto, sebbene il territorio calabrese non sia, attualmente, ricompreso tra quelli per cui sono state dettate le misure di contenimento di cui al DPCM del 1 marzo 2020 e quelle più restrittive del recente DPCM 08 marzo 2020, auspichiamo la temporanea sospensione di tutte le attività d’ufficio ad eccezione di quelle necessarie e improcrastinabili o comunque non assolvibili tramite il c.d. smart working,

    Raccomandiamo, altresì, che venga garantita, in ogni ambito in cui operano Assistenti Sociali, la scrupolosa osservanza delle indicazioni contenute nel DPCM del 4 marzo 2020 e chiediamo che, al pari delle professioni sanitarie, anche i Colleghi che operano a contatto con l’utenza vengano forniti delle dotazioni minime essenziali (guanti, mascherine e disinfettanti ecc.) per evitare il contagio, nonché l’applicazione delle misure volte a prevedere un’adeguata distanza di sicurezza tra e dagli operatori. Nelle more, resta comunque ferma e impregiudicata, per tutti i Colleghi, la possibilità di potersi rivolgere direttamente, per tutte le indicazioni che attengono all’esercizio della professione – (spostamenti, dotazione di dispositivi di protezione individuale, organizzazione delle attività, colloqui, visite domiciliari, riunioni) – alle RLS (rappresentante lavoratori sicurezza) e RSU (rappresentanti sindacali unitari), obbligatori e presenti con funzioni specifiche in tema di sicurezza e organizzazione, contestualmente al proprio datore di lavoro. Soltanto attraverso la collaborazione sinergica di tutte le forze del Paese debelleremo il COVID-2019 e gli Assistenti Sociali sono già in trincea per dare il loro essenziale contributo al superamento di questa emergenza”.