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    Regionali, Ferrara (M5S): “Le ammucchiate e divisioni interne hanno favorito il solito apparato di potere”

    «Con profonda amarezza guardo ai dati elettorali che in Calabria vedono esclusa la coalizione civica del Movimento 5 stelle per poco meno di un punto percentuale. Sarebbe bastato pochissimo per riuscire ad ottenere un seggio in Consiglio, magra consolazione certo, ma sappiamo bene che in quelle Regioni in cui il Movimento è presente, anche se fra i banchi della minoranza, viene garantita ai cittadini una vera opposizione».
    Questa l’analisi del voto dell’eurodeputata del Movimento 5 stelle, Laura Ferrara, che continua:
    «Invece in Calabria ha vinto ancora il partito dell’astensionismo, più della metà dei calabresi non si è recato a votare favorendo la facile ascesa del centrodestra, dato per vincente già da tempo, grazie a quel patto silente di alternanza governativa che porta alla guida della nostra Regione un apparato di potere e non un programma. Un sistema che si traveste durante la campagna elettorale, fa propaganda sul cambiamento eppure i volti ed i nomi che comporranno il Consiglio regionale della Calabria saranno gli stessi di sempre. Quasi 60mila elettori, quelli del Movimento 5 stelle, non avranno propri rappresentati in Consiglio, questo grazie ad una legge elettorale regionale che favorisce le ammucchiate e che non è mai stata adeguata alla legge nazionale».
    «Dopo aver guardato, anche se sommariamente, il dato all’esterno, non bisogna esimersi dal fare un’analisi al nostro interno – afferma l’europarlamentare-. Bisogna innanzitutto ringraziare chi ci ha messo la faccia, la testa ed il cuore in questa campagna elettorale. A partire dal coordinatore regionale, Paolo Parentela, il candidato alla presidenza Francesco Aiello e tutti i nostri candidati consiglieri, alcuni dei quali hanno riportato risultati personali dignitosi, a riprova che il lavoro sui territori paga. È quindi dai territori che deve ripartire necessariamente il lavoro e l’impegno del Movimento 5 stelle e spero che la riorganizzazione in corso lo faccia».
    «Ed ancora dal nostro interno sono da registrare altre criticità – continua Ferrara-, decisamente influenti sul dato negativo uscito dalle urne. Non si può pretendere di estirpare un sistema di potere marcio, capillare e radicato come quello calabrese con una campagna elettorale tardiva e soprattutto insidiata dal “fuoco amico”. Chi, come ha sostenuto Aiello, ha preferito restare a guardare alla finestra o, peggio ancora, remare contro fino all’ultimo minuto contribuendo al mancato raggiungimento dello sbarramento. Troppi errori sono stati fatti, dovevamo infondere fiducia nell’elettorato, dimostrare le differenze fra chi ha affossato la Calabria e chi la vuole cambiare veramente. La volontà di presentarsi a questa tornata elettorale è stata espressa democraticamente da un voto su Rousseau, bisognava accettare il risultato e lavorare uniti per ottenere il massimo. Ma lo spirito divisivo e la mania di protagonismo di qualcuno ha prevalso sul senso di responsabilità ed i risultati non ci hanno, chiaramente, premiato» conclude.