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    Lascia il carcere e passa agli arresti domiciliari Pietro Giamborino

    Passa dal carcere agli arresti domiciliari Pietro Giamborino, l’ex consigliere regionale della Calabria accusato di appartenenza alle cosche vibonesi dei piscopisani e dei Fiare’ Razionale, oltre che di traffico di influenze e corruzione elettorale in concorso con i politici Nicola Adamo e Luigi Incarnato.

    Giamborino e’ stato arrestato lo scorso 20 dicembre nel corso della maxi-operazione condotta dai carabinieri e della Dda di Catanzaro “Rinascita-Scott” contro le locali di ‘Ndrangheta del Vibonese. Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha riqualificato l’accusa di associazione mafiosa in quella di concorso eterno in associazione mafiosa. Previa l’esclusione dell’aggravante mafiosa sono stati annullati dal Riesame il capo relativo alla corruzione elettorale e quelli relativi al traffico di influenze illecite, accogliendo cosi’ in gran parte le richieste del difensore di Giamborino, l’avvocato Anselmo Torchia. Giamborino ha  lasciato il carcere di Reggio Calabria per recarsi libero e senza scorta nella propria abitazione ove sara’ detenuto in regime di domiciliari. Secondo l’accusa Giamborino, avrebbe ottenuto vantaggi “impegnandosi in maniera fattiva, continuativa e concreta ad agire per gli interessi e vantaggi dell’organizzazione, offrendo ovvero promettendo la somministrazione di utilita’ di varia natura, ivi incluso il conseguimento di impieghi pubblici (in particolar modo, l’aggiudicazione di lavori ad imprenditori vicini ai Piscopisani) e privati, mantenendo i rapporti con esponenti di altre articolazioni della ‘Ndrangheta (segnatamente, della cosca Fiare’, Razionale, Gasparro) e con i ‘colletti bianchi (professionisti, imprenditori, politici, appartenenti alla massoneria), di riferimento per la risoluzione dei problemi dell’organizzazione”.