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    Trentadue anni chiuso in manicomio ma era sano, la storia di Pino approda a “Le Iene”

    “32 anni chiuso in un manicomio ma era sano”. La storia commovente di Giuseppe Astuto, nato nel 1958 nell’allora Nicastro, cresciuto dall’età di 9 anni nel manicomio di Girifalco è stata raccontata dall’inviata de “Le Iene” Nina Palmieri. Era l’inverno del 1967 quando, racconta Pino ai microfoni del programma televisivo di Italia 1, la mamma lo mandò a comprare il pane ma lui, affamato, lo mangiò nel tragitto verso casa. Quando si rese conto di quello che aveva fatto escogitò un piano: tornare al mercato per rubare un’altra pagnotta. Ma il mercato chiuse e lui vi si ritrovò bloccato dentro insieme a tutto quel cibo. Un paradiso per un bambino che viveva nella miseria. Mangiò tutto quello che non aveva mai mangiato nei suoi 9 anni di vita. Quel gesto innocente ha segnato l’infanzia e la sua vita. Pino ricorda benissimo quanto successe il mattino dopo: fu trovato con un’indigestione e infreddolito. Intervennero le forze dell’ordine e poi fu portato nel primo ospedale psichiatrico del Sud, quello di Girifalco. Sua mamma, fa notare la Palmieri, non fece nulla per tenersi il suo bambino, né tantomeno lo cercò.

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    Nei documenti di allora nella diagnosi, scritta nero su bianco si legge: “carenza affettiva”, fu ricoverato “per ragioni umanitarie”. Un bambino chiuso insieme ai malati mentali per oltre 30 anni. Uscito dalla struttura, ora vive in una casa popolare con una piccola pensione insieme alla sua amata Angela. Un ricovero illegittimo che ha tolto per sempre l’infanzia e la giovinezza a quel bambino innocente. Tramite il suo avvocato, la lametina Serenella Galeno, ha ottenuto il “riconoscimento della responsabilità dei sanitari per aver eseguito un ricovero illegittimo”. I giudici hanno riconosciuto la sussistenza del “danno non patrimoniale individuabile nella perdita di chance dall’essere inserito in un nucleo familiare e liquidato equitativamente”. La questione sta per approdare alla CEDU di Strasburgo (Corte europea dei diritti dell’uomo) al fine della valutazione della mancata liquidazione del danno da perdita della libertà personale.

    Nina Palmieri è riuscita a realizzare il suo più grande sogno: imparare a scrivere e a leggere utilizzando le tante penne che fino ad ora Pino ha solo collezionato. Così Pino a 62 anni si è seduto per la prima volta tra i banchi di scuola.

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