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    Arancia meccanica su A2, l'agghiacciante racconto

    Arancia meccanica su A2: l’agghiacciante racconto

    Riceviamo e pubblichiamo da parte di uno dei docenti aggrediti ieri su A2 che ci chiede di rispettare l’anonimato – Egregio direttore in qualità di parte offesa, derubato e ferito, la notizio con questo scritto su come sono andati i fatti e la invito, a tutela della nostra immagine e per un’attenta ricostruzione della vicenda, a voler rettificare quanto da lei già sommariamente pubblicato sul suo giornale.
    Eravamo diretti all’Unical come tutte le domeniche da quasi un anno io, residente nella fascia jonica reggina, ed altri tre docenti di Reggio Calabria per un corso di aggiornamento professionale a bordo di un’auto fiat multipla.
    Io ed un altro mio collega eravamo seduti nel sedile posteriore, mentre in quello anteriore il conducente ed un altro docente.
    Siamo partiti da Reggio Calabria verso le 6:50.
    A meno di dieci chilometri dallo svincolo autostradale di Lamezia Terme direzione Cosenza veniamo superati da una Ferrari che poco dopo la vediamo come intrappolata davanti e dietro (in corsia di sorpasso) e lateralmente (in corsia di marcia) da una colonna di auto e furgoni.
    Pensiamo a un incidente e rallentiamo, poco dopo la coda scompare; probabilmente era stata “attenzionata” da parte di quelli che poi si riveleranno i nostri aggressori.
    Superiamo almeno 10 auto tutte incolonnate ed a meno di sei chilometri dallo svincolo autostradale di Lamezia Terme direzione Cosenza (verso le 8:00) alcuni di questi autoveicoli ci sorpassano e ci invitano a fermarci in corsia di emergenza.
    Pensando il mio collega che era alla guida dell’auto (una fiat multipla) che si trattava di un controllo delle forze dell’ordine con auto civetta riduce la velocità ma all’improvviso vede scendere dai questi mezzi persone armate sia incappucciate che a volto scoperto.
    Uno di questi si mette al centro della A2 e con una cintura colpisce la nostra auto.
    Immediatamente il conducente resosi conto che si trattava di un’aggressione e/o rapina aumenta la velocità dell’auto.
    Un altro mio collega seduto nel sedile anteriore chiama il 113 e dopo la descrizione dei fatti viene invitato a uscire a Lamezia ed entrare nei locali della polizia stradale a protezione della nostra incolumità.
    Il conducente uscito a Lamezia non riesce a individuare subito l’ingresso della polizia stradale e si dirige in un ipotetico luogo dopo poter trovare le forze dell’ordine: la stazione ferroviaria.
    Questo è il motivo del fatto doloso avvenuto in stazione sotto gli occhi di tantissime persone e telecamere.
    Arrivati in stazione il conducente scende dall’auto per chiamare gli agenti polfer ed a questo punto i soggetti (poi chiarito dalle forze dell’ordine essere tifosi del Catania diretti a Matera) scendono dai loro mezzi e circondano l’auto che viene presa a mazzate,calci.
    Rompono il lunotto posteriore e rubano a caso due zaini con i nostri effetti personali, io e un altro collega siamo rimasti intrappolati nel sedile posteriore per la presenza della sicurezza bambino alle portiere.
    Viene lanciato un lacrimogeno all’interno dell’auto, che era alimentata a metano, che provoca ustioni al collega che si trovava nel sedile anteriore e che a questo punto scende dall’auto e viene subito malmenato.
    Nel frattempo l’auto prende fuoco ed abbiamo visto la morte con gli occhi, essendo rimasti intrappolati.
    Uno dei tifosi apre la portiera posteriore dell’auto per picchiarmi ed a questo punto scendendo vengo ferito.
    Nel frangente arriva un agente polfer che intima l’alt ed i tifosi iniziano a dileguarsi, l’agente è costretto pure a sparare.
    Con l’ambulanza sono stato portato in ospedale insieme all’altro collega malmenato e dopo poche ore siamo stati dimessi e condotti presso il Commissariato di Lamezia T. per la descrizione dell’accaduto.
    Tra le varie auto avvistate in autostrada riteniamo che il numero complessivo dei tifosi era intorno se non superiore a 50 unità.
    A tarda notte abbiamo lasciato il commissariato di Lamezia T .(CZ).
    Preciso che siamo tutti incensurati e coniugati, che non apparteniamo a nessun gruppo di tifo organizzato e che sicuramente siamo stati scambiati pure noi per tifosi di qualche squadra a loro avversa.
    Sembra che in autostrada Transitavano pure tifosi del Siracusa diretti a vedere la loro squadra a Castellamare di Stabia (NA).
    Confidiamo per la gravità della vicenda e per il fatto che quanto accaduto poteva capitare a chiunque nella costituzione di parte civile da parte della città metropolitana di Reggio Calabria, dell’Unical, della Regione Calabria, del comune di Lamezia T. (CZ), del comune di Reggio C.
    La invito a nome mio e dei colleghi coinvolti per motivi personali e nel rispetto delle autorità inquirenti a non rendere note le nostre generalità.