“Carissimi fedeli e persone di buona volonta’, intervenute all’evento della Naca di Catanzaro, con noi avete ripreso e realizzato una sacra rappresentazione popolare che si perde nella notte dei tempi. Benvenuti al momento piu’ importante della nostra vita religiosa cittadina; benvenuti a questo intreccio tra festa e teatro, religiosita’ e pieta’ popolare, liturgia e folklore!”. Cosi’ l’arcivescovo metropolita di Catanzaro, mons. Vincenzo Bertolone, nell’omelia a conclusione della processione della “Naca”, seguita da migliaia di fedeli. “La salvezza cristiana – ha detto, tra l’altro, mons.Bertolone – e’ ‘salvezza comune’, salus omnium. Essa nasce con l’ Incarnazione di Dio e pertanto si vive nella carne degli esseri umani, spesso ‘sordi’ all’ ascolto del comandamento di Gesu’ sull’ amore: ‘Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi’. Ora, se noi utilizziamo segni rituali, dottrine, manifestazioni, organizzazioni, preghiere, ma non siamo in sintonia con Cristo Gesu’, perche’ preghiamo, ma non operiamo la carita’, chiediamo misericordia ma non sappiamo perdonare, chiediamo amore, ma non siamo capaci di offrirlo, vuol dire che il nostro cristianesimo e’ formale, superficiale, non incide nella nostra vita. Se vissuto radicalmente il cristianesimo cambia la vita del singolo, della collettivita’, della societa’. Da’ ‘anima’ a tutto anche alla politica, in quanto cio’ che Gesu’ ha portato e’ qualcosa di piu’ profondo per la stessa vita sociale e politico-ammnistrativa: l’incontro col Signore di tutti i signori, l’incontro con il Dio vivente, l’incontro con una speranza che e’ piu’ forte delle sofferenze e che trasforma nel cuore vita e mondo, anche delle nostre citta’.





