cammino, allora ci troviamo dinnanzi ad un fenomeno sociale, a un sentimento grandioso di ricerca d’una elevazione morale, che diviene fisionomia collettiva e forma un’etica.
E giovedì, a Lamezia Terme, al Forum dei Movimenti e delle Associazioni del Territorio (FORMAT), voluto dal Governatore della Calabria, qualcosa di formidabile è accaduto: i partiti sono rimasti fuori dalla porta; nessuna bandiera ha agitato l’aria, nessun proclamo ha animato ricordi o nostalgie. Vedemmo morire l’individualismo e nascere l’impegno, la cultura, l’intelligenza di oltre un centinaio di Movimenti e Associazioni che hanno testimoniato la storia di donne e di uomini capaci di formare un aggregato di speranza.
Quanto è avvenuto ci è sembrato un’opera che si compiva nell’istante in cui iniziava; poiché la speranza del popolo è il disegno e il progetto più concreto e definitivo. Su questo principio FORMAT si è messo in cammino, e ha promesso non una aspirazione, quanto la costruzione d’una vita civile che parte da quell’alveare umano che vuole vedere oltre ciò che non è; pronto a rintracciare l’inventario delle cose più alte e durature, e recuperarle.
E mentre il Governatore della Calabria smantellava ogni protocollo formale per consegnare il tempo del dialogo alla voce della folla, il FORMAT acquistava intera coscienza di se stesso e disegnava i confini di una Calabria fatta della materia e dello spirito che sono propri proprio delle idee più tenaci.
E’ tempo di creare qualcosa di immanente dal provvisorio, è stato detto; è tempo di interpretare un presupposto sociale per la rinascita della nostra regione. Tutto ciò non può che partire dal territorio e dalle espressioni più vive che esso esprime.
Abbiamo conosciuto, in Calabria, la specie peggiore di calabrese, l’avversario più temibile: colui, cioè, che parla della propria terra come parlerebbe della donna che lui stesso ha tradito, e, quando lontano, la dice meretricula.
Per fortuna il FORMAT ha messo a dormire le ideologie e i morti, e il fatto che a nessuno può più sfuggire è che, ora, la speranza ha generato un progetto, tanto elementare quanto potente: la politica ha promesso ascolto e l’umanità s’è messa in cammino, e non può più arrestarsi.




