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    De Magistris: Intesa procure, verbale per sancire tregua

    Un tentativo di ricomporre la vicenda c’era stato anche durante le convulse ore di giovedi’ scorso: era il 4 dicembre e una prima mediazione tra le procure di Salerno e quella (generale) di Catanzaro non era andata a buon fine a pochi istanti dal clamoroso ‘controsequestro” a Salerno ordinato dall’ufficio giudiziario calabrese. Ieri sera, giorno festivo ma non per il procuratore generale di Salerno Lucio di Pietro, la firma ad un verbale di due pagine in cui, come ad un tavolo diplomatico era stata precisata ogni riga di quella ‘tregua”, giunta al termine di un lungo fine settimana di lavoro al secondo piano del palazzo di giustizia di Salerno. Attorno alla scrivania dell’ufficio di di Pietro per la procura di Salerno il ‘capo’ Luigi Apicella, appena tornato dalle ‘forche caudine’ di Palazzo dei Marescialli, a Roma. Di ritorno dall’audizione dal Csm, il procuratore e’ stato convocato dal Lucio di Pietro, investito della ‘mission impossible’ dalla procura generale presso la Corte di Cassazione. Un mandato pieno di rischi, difficile, vista la situazione dei duellanti: ma man mano che le ore passavano, la soluzione grazie ”al buon senso ma anche grazie a tanta fermezza” spiega una fonte che ha seguito passo dopo passo le trattative culminate da quella che un magistrato oggi ha definito ”La Pace di Salerno”. Nella due giorni di trattative la procura generale di Catanzaro era rappresentata al tavolo dal sostituto Pg Alfredo Garbati, inviato dal procuratore generale Enzo Iannelli. Di fronte, uno davanti all’altro, si sono trovati cosi’ due tra i firmatari degli atti di sequestro (e controsequestro) ossia Apicella e Garbati. A fare da ‘garante’ e quasi da testimone tra i duellanti un magistrato della procura di Paola. Il verbale sottoscritto da Apicella e Garbati (per conto del pg Iannelli) e’ stato limato piu’ volte. Piu’ volte e’ stato rivisto, corretto, e finalmente sottoscritto dopo il paziente lavoro del procuratore generale Di Pietro in costante contatto con la procura generale della Cassazione che aveva poi il compito di riferire al Quirinale i progress della vicenda. Importante e’ decisiva e’ stata la scansione degli atti: conditio sine qua non per l’accordo era lo sblocco del sequestro di Catanzaro: ossia la procura generale avrebbe revocato il sequestro preventivo che congelava i faldoni di Why Not e Poseidone. Successivamente, secondo gli accordi, la procura di Salerno, avrebbe fatto copia degli atti e prontamente restituito il materiale alla procura generale titolare del fascicolo avocato dopo l’allontanamento di Luigi De Magistris. Per ironia della sorte oggi a palazzo di giustizia di Salerno era presente proprio Luigi De Magistris in una udienza davanti al gip Maria Teresa Belmonte che doveva decidere la richiesta di archiviazione avanzata dalla stessa procura di Salerno per l’ex pm e altri giudici denunciati dagli indagati dell’affaire ”Toghe Lucane”. E anche se ha preferito non commentare la notizia dell’accordo, De Magistris e’ apparso soddisfatto dell’esito della vicenda. Insomma, in attesa della comunicazione ufficiale del dissequestro di Catanzaro a Salerno, le inchieste su Why Not e quella Poseidone, continuano. E finalmente quei due carabinieri, uno di Catanzaro e l’altro di Salerno, di guardia ai faldoni potranno tornare ad altri compiti anche loro guariti dalla sindrome di Sigonella che attanagliava le procure. (ANSA).