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    Reggio – A Catona Teatro il viaggio musicale “Cilea e il suo tempo”

    di Grazia Candido (foto Aldo Antonio Fiorenza) – Un incantevole e travolgente viaggio musicale ripercorso da eccellenti professionisti calabresi che, ieri sera nell’arena “Alberto Neri” di Catona Teatro, quarto appuntamento della Polis Cultura di Lillo Chilà, hanno omaggiato il maestro Francesco Cilea e i grandi del suo tempo. Le splendide composizioni di Giuseppe Verdi, Pietro Mascagni e Vincenzo Bellini sono state magistralmente ricreate dalla band di Melicucco diretta dal maestro Maurizio Managò e dalla voce narrante Wladimiro Maisano. Sul palco, spiccano interpreti serissimi e preparati da uno studio di ensemble e di affiatamento che si percepisce sin dall’inizio, ma quello che colpisce di più è la bravura di questi giovani strumentisti capaci di portare la musica agli ascoltatori coinvolgendoli e catapultandoli in quel passato spesso dimenticato. Questa è la potenza della musica che unisce sulle sue note immortali, coinvolge tutti perché il bello non ha confini e allo stesso tempo, è una sorta di estrema meditazione sul percorso spirituale dell’esistenza umana. Dall’esecuzione dei primi brani, si coglie immediatamente la passione dei musicisti bravi a donare al pubblico l’amore inaudito per questa terra, quel desiderio di vivere intensamente un’arte e di poterla godere fino in fondo, in tutta la sua profondità. Sull’alternanza maggiore-minore, si sono giustapposte sonorità brillanti e accese, frenetiche e tese, a oasi di delicato lirismo, maggiormente soffuse. Zone grigie e intime hanno fatto da contraltare a veri e propri squarci di luce, tonici e taglienti come sciabolate che non feriscono l’anima ma la segnano con quell’intramontabile e solenne musica. Il pubblico si lascia trasportare dalle armonie cesellate che, via via, si sono fatte sempre più impalpabili, eteree. Instancabile e dal carisma coinvolgente, con l’entusiasmo e l’energia che contraddistingue ogni suo progetto, il maestro Managò che ha diretto magistralmente questo piccolo “microcosmo” fatto di giovani talenti in cui ogni componente agisce per raggiungere un obiettivo comune raccontando e trasmettendo attraverso la musica emozioni e sensazioni. La band di Meliccucco anche ieri sera, ha dimostrato quanto la musica sia l’ espressione culturale di un Paese ed un bene prezioso da difendere e rendere accessibile a tutti. Nel finale, ogni strumentista produce un suono rarefatto che si spegne quietamente, morendo letteralmente e lasciando il campo ad un assordante, spirituale silenzio costeggiato da meritati e lunghi applausi.