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    Reggio – Pci: “Falcomatà: dimissioni e sarà gloria eterna”

    Abbiamo letto e riletto la ” comparsa di risposta” dell’ avv Falcomata’ agli attacchi feroci mossogli dal suo ex assessore avv. Marciano’ (così la chiama nella sua risposta), per tentare di capire, al di là della solita , quanto stucchevole enunciazione dei meriti propri e dei demeriti altrui, se le questioni politiche che sottendono questa vicenda, fossero state dipanate.
    Nella babele inestricabile di elencazioni di episodi pubblici e privati, che fa intravedere una spaccato di litigi e ripicche degni di un asilo infantile, residuano, irrisolti, un serie di quesiti: che la Marciano’ abbia militato sempre a destra ( ecco perché non ci meravigliamo della sua nomina in segreteria del PD di Renzi !! ) e quindi educata all’ “io” e non al “noi”, nel modo più specifico come attivista di AN e grande elettrice di un ex assessore delle precedenti giunte di centrodestra, l’ odierno occasionale sindaco, da quando ne è a conoscenza?
    E se lo fosse fin da sempre, come candidamente confessa, perché la sua nomina in una giunta di centrosinistra, in spregio alle tante “compagne” che lo hanno sostenuto lealmente nel suo percorso di candidato a sindaco?
    Forse, non avendo, ab inizio, alcuna esperienza amministrativa,per fare compagnia ad altri soggetti provenienti dalle fila della destra ( anche con responsabilità nella precedente amministrazione)che lo hanno “supportato” prima e dopo la sua elezione a sindaco?
    E queste caratteristiche di ambiguità politica e di insopportabile protagonismo, di cui, dice il sindaco, la sua antagonista era dotata, perché sono state sopportate , con francescana pazienza, per trentadue mesi ed improvvisamente sono esplose solo quando, ” l’avvocato”, viene cooptata in segreteria nazionale ?
    E, se invece, il suo sogno, di assurgere a livelli nazionali nel suo partito, si fosse avverato, tutti questi insopportabili difetti dell’ avv. Marciano , li avrebbe invece pazientemente sopportati? E per quanto?
    Sindaco, lei non è credibile e la sua risposta gronda di incongruenze insanabili: se la Marciano è portatrice della contraddizione di esser rimasta per mesi in giunta pur potendo benissimo dimettersi prima, stante le divergenze insanabili con lei e la sua giunta, la medesima contraddizione è insita nella la sua posizione di sindaco, che ha tollerato colpevolmente un rapporto politico da lei indicato , sin da subito, malato.
    Perché non sfiduciarla per tempo, ed attendere invece l’esito della cooptazione nazionale per poi vendicarsi, platealmente , per la mancata promozione?
    I suoi balbettii nella risposta risultano evidenti e non scalfiscono minimamente l’idea che la gente ha già maturato, anche per questa vicenda, nei suoi confronti, quella di una assoluta ( ad essere generosi) inadeguatezza al ruolo che, in modo arrogante, ancora ritiene di poter assolvere.
    Compia, un atto di umiltà , ove ne fosse mai capace: si faccia da parte; almeno passerà alla storia per l’ unico “politico” al mondo che ha riconosciuto la propria inadeguatezza.
    Se cerca gloria perenne, con questo gesto, sicuramente la troverà.
    Avv. Salvatore Chindemi responsabile per le politiche della città metropolitana per il PCI