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    Reggio – Castorina (Pd): “Non sono stato eletto per fare il passacarte della Marcianò”

    “Leggo con stupore ed amarezza le parole dell’assessore esterno, dirigente nazionale di Matteo Renzi Angela Marcianò in merito al lavoro che si sta portando avanti in commissione relativamente alla proposta deliberativa della giunta comunale in merito agli alloggi popolari per situazioni di emergenza abitativa. Ad affermarlo in una nota stampa è il consigliere comunale Pd Antonino Castorina che aggiunge: “Se l’assessore Marcianò ritiene che il mio ruolo di consigliere comunale eletto dai cittadini e di capogruppo del suo partito politico sia quello di votare a scatola chiusa un regolamento preconfezionato o peggio ancora fare il passacarte di quelle che sono le sue proposte si sbaglia di grosso.
    I miei emendamenti entrano nel merito del regolamento per migliorarlo e potenziarlo e lasciarlo “vivere” al netto di chi sia l’assessore al ramo.
    Nel primo emendamento presentato ritengo un valore imprescindibile scindere indirizzo politico da gestione, ragione per cui è assurdo ritenere che chi ha la delega di giunta alla case popolari possa essere allo stesso tempo il presidente della commissione tecnica che ha la funzione di verificare il possesso dei requisiti generali di legittimità per l’assegnazione e di accertamento delle situazioni di emergenza abitativa in attuazione all’art 31 della legge regionale 32/96 che dà comunque l’esclusività al Sindaco per le assegnazioni.
    Da ciò ne deriva la mia proposta di avere una commissione snella ed operativa e come presidente un soggetto terzo, estraneo alla politica con funzioni reali di garanzia e imparzialità.
    Sempre nei miei emendamenti la necessità di lasciare una riserva elle donne sole vittime di violenza, un tema già discusso in consiglio comunale che vorrei diventasse parte del regolamento stesso.
    Nei miei intendimenti, quello di eliminare qualsivoglia interesse dalle scelte che determinano le situazioni di emergenza abitativa per sbloccare una situazione che ha creato non pochi disagi tra i cittadini con una discussione franca nell’unica ed assoluta sede preposta che è la commissione consiliare e poi il consiglio comunale della città.
    Essere l’assessore alla legalità non vuole dire che gli altri non agiscano nella legalità nè tanto meno essere il detentore della verità assoluta, la si smetta con questo vittimismo e con considerazioni che se rivolte ai miei confronti non sono ammesse a nessuno né tanto meno ad un assessore esterno del mio stesso partito politico.
    Ho già chiesto ufficialmente al sindaco una verifica di maggioranza per chiarire i contenuti del regolamento e degli emendamenti che ho presentato ma soprattutto per mettere un punto definitivo rispetto all’azione politica che ci dovrebbe portare ad essere tutti dalla stessa parte e tutti uniti nella stessa direzione a partire dalle richieste al governo nazionale ad al Partito Democratico di Roma che ancora, al netto delle nomine di segreteria nazionale, non ci ha dato le risposte necessarie per una reale ripresa.
    In tutto questo non vi è nulla di personale ma la prerogativa, per me imprescindibile, di esercitare il mio ruolo, al netto di chi sia l’assessore interessato, sempre e comunque”.