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    Csm-Procuratore di Napoli, forse un solo voto sarà decisivo: in lizza Cafiero De Raho

    A meno di 24 ore dalla riunione della Commissione per gli incarichi direttivi chiamata ad esprimersi in prima battuta sul nuovo procuratore di Napoli, al Csm in tanti provano a fare i conti per capire chi dei due candidati, il procuratore di Reggio Calabria Federico Cafiero De Raho e l’ex capo di gabinetto del ministro Orlando, Giovanni Melillo, è destinato a prevalere in plenum, nel caso domani si verificasse un braccio di ferro tra gli opposti schieramenti. E dai calcoli, da prendere con il beneficio di inventario perché non è detto che in extremis non si giunga a un’intesa , emergerebbe che la partita sarebbe decisa da una manciata di voti, forse addirittura da uno solo. Con il risultato che dunque , in mancanza del conseguimento di un accordo, il nuovo procuratore di Napoli passerebbe con il consenso di una maggioranza risicatissima. Un’ipotesi che vedrebbe sulla carta favorito, probabilmente appunto per un solo voto, Melillo. Domani in Commissione De Raho può contare su tre voti sicuri: quelli dei consiglieri di Unicost Francesco Cananzi e Massimo Forciniti, e del togato di Magistratura Indipendente, Luca Forteleoni. Mentre Melillo su due: quelli del consigliere di Area Valerio Fracassi e della laica di sinistra Paola Balducci. Incerto ancora Pierantonio Zanettin (Forza Italia), che non è escluso possa sostenere Melillo a differenza di quel che fece quando il magistrato era in corsa per la nomina a procuratore di Milano. In plenum l’ex capo di gabinetto potrebbe avere l’appoggio degli altri due laici di centro destra, Antonio Leone e Elisabetta Casellati e di due laici di centro sinistra (Giuseppe Fanfani e Renato Balduzzi). I loro voti si aggiungerebbero a quelli di Claudio Galoppi (Magistratura indipendente),del primo presidente e del Pg della Cassazione e di altri 3 o 4 consiglieri di Area, la corrente a cui aderisce Melillo. Gli altri componenti del gruppo non lo voterebbero o scegliendo la strada dell’astensione o appoggiando, come pare voglia fare Piergiorgio Morosini, De Raho. Non sosterrà certamente Melillo Aldo Morgini, togato della corrente di Piercamillo Davigo, che non è escluso possa astenersi. Non si sa come voterà il laico indagato dal M5S Alessio Zaccaria, mentre è possibile che il vice presidente Giovanni Legnini scelga la strada dell’astensione. Se si sommano gli incerti ai voti sicuri, De Raho arriverebbe a 10-11 voti, Melillo a 12 e dunque verrebbe nominato con un solo voto di scarto. Uno scenario non auspicabile considendo che si tratta di scegliere il capo della procura più grande d’Italia e che potrebbe essere evitato solo se gli schieramenti opposti trovassero un accordo. Un’ipotesi non peregrina, tenuto conto che a breve il Csm dovrà nominare anche il nuovo procuratore nazionale antimafia e che anche in quel caso la partita sembra giocarsi tra De Raho e Melillo.