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    Nicola Morra

    Cnr Calabria, Morra: “Incontro costruttivo Fedeli, soluzione tagliando compensi manager”

    «Abbiamo chiesto al Ministro Fedeli la possibilità di poter riallocare l’Isn-Cnr di Mangone (CS) presso l’Università di Rende oppure all’interno dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza», la richiesta è stata avanzata dal Senatore Nicola Morra del M5S durante un incontro al Ministero alla presenza di alcuni tecnici e funzionari già ben informati sulla questione.
    A Mangone il Cnr rischia ormai la chiusura a causa di una clamorosa vicenda, oggetto di recente interesse anche per la trasmissione Striscia la Notizia, che ha determinato un spesa di oltre 20 milioni di euro in canone di locazione per un immobile che ne vale 2,5 milioni, scandalosa la questione del documento misteriosamente “scomparso” relativo alle condizioni contrattuali dell’immobile pattuite nel 2001.
    Morra commenta così l’incontro: «La cattiva gestione del denaro pubblico all’interno del Cnr ha suscitato particolare attenzione da parte dei presenti alla riunione e la Fedeli ha condiviso la necessità di un intervento tempestivo. Il Ministro Fedeli ha ascoltato attentamente tutta la vicenda e sembra averne condiviso anche la nostra proposta risolutiva»
    Al Ministro sono state illustrati altri episodi di mala gestio riscontrati nell’ente a livello nazionale e nello specifico ci si è concentrati su: l’Ivalsa-Cnr di Trento dove la Procura e la Corte dei Conti hanno avviato delle indagini dopo aver riscontrato l’allegra gestione di un conto corrente bancario parallelo a quello ordinario dell’ente. A Catania si è avviato l’iter per l’acquisizione da parte del Cnr per 11,5 milioni di euro dello stabile (già sede del Centro di Tossicologia della Pfizer Italia) ceduto nel 2011 alla Myrmex al prezzo di un euro e oggi non più operativo, dopo il licenziamento di tutti i dipendenti.
    «Ci sarebbero risorse per stabilizzare di almeno la metà dei precari all’interno del Cnr – è stato riferito durante l’incontro al Ministro Fedeli – basterebbe ripensare il modello organizzativo senza la necessità di ulteriori risorse da parte del Ministero ed in conformità da quanto previsto dal decreto Madia».