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    Catanzaro – Nicola Fiorita su vicenda Arturo Fiorita

    “Non avrei mai immaginato che il confronto politico potesse toccare questi livelli di squallore”. Lo scrive in una nota il candidato a sindaco di Catanzaro Nicola Fiorita che in merito alla vicenda che ha riguardato il consigliere regionale Arturo Bova ha scritto: “Il tentativo di Bianca Laura Granato di gettare fango su di me e sui tanti catanzaresi onesti che lottano per una città migliore non ha giustificazione.
    Fino ad oggi Arturo Bova era il presidente della commissione regionale anti-ndrangheta. In questa sua qualità di uomo delle istituzioni l’ho incrociato e apprezzato in tante iniziative contro la mafia, l’ho visto sfilare accanto a Don Ciotti, l’ho visto incontrare il Presidente della Repubblica, l’ho visto parlare ai ragazzi delle scuole.
    E, come è naturale che sia, ho registrato con simpatia l’interesse che ha manifestato verso la mia candidatura a sindaco. Ieri, come tanti, ho letto con stupore le notizie che lo riguardano. Gli auguro con tutto il cuore di chiarire la sua posizione e accolgo con grande favore la sua decisione di autosospendersi.
    Arturo Bova non fa parte di Cambiavento, non è candidato con noi nè esprime alcun candidato nelle nostre liste, non ha partecipato a nessuna riunione operativa del movimento, non lo finanzia, non lo ha mai rappresentato.
    La circostanza che Arturo Bova, peraltro esponente di spicco di un partito capofila di altra coalizione, abbia mostrato interesse, così come molti altri esponenti politici di diversa estrazione, alle nostre proposte – peraltro con la singola presenza ad un paio di manifestazioni – non ha altro significato di quello che è comunemente percepibile e, soprattutto, il suo sostegno non è diverso da quello delle migliaia di altri catanzaresi che stanno affollando i nostri appuntamenti. Piuttosto ad essere meschino e, questo si, inquietante, è il tentativo di collegare tale notizia al percorso cristallino del nostro progetto civico.
    Noi siamo quello che votiamo, loro sono quello che scrivono”.