La riunione, organizzata dal Prefetto di Reggio Calabria, Michele di Bari nel Palazzo del Governo cittadino alla presenza del Prefetto di Messina, Francesca Ferrandino, dei rappresentanti del Comune di Reggio Calabria e di Villa S. Giovanni, delle società di navigazione e di tutte le autorità marittime e portuali per discutere sul problema che riguarda l’attraversamento nello stretto di Messina dei mezzi pesanti, mi porterebbe a pensare che i presupposti e gli obiettivi di questa riunione istituzionale potrebbero essere poco felici per la città di Reggio Calabria. E’ quanto afferma Antonio Pizzimenti capogruppo di Forza Italia al comune di Reggio Calabria. In una nota congiunta, realizzata dal Prefetto di Reggio Calabria e dal Prefetto della città di Messina viene, infatti, riportato che: “Occorre congegnare un circuito virtuoso finalizzato ad individuare soluzioni in cui i partecipanti, ciascuno secondo le proprie responsabilità, si facciano carico delle criticità presenti per raggiungere un equilibrio fra le contrapposte esigenze sociali”. Si tratta di considerazioni che, secondo il mio punto di vista, contengono un sottile quanto garbato invito al Sindaco Giuseppe Falcomatà di farsi carico pure lui dell’attraversamento dei mezzi pesanti nello stretto di Messina. Se l’orientamento reale di questa interlocuzione è mirato a dirottare il traffico pesante dalla citta di Villa S. Giovanni a Reggio Calabria, ci sarebbe da rimanere tutt’altro che sereni poiché un’operazione di questa natura produrrebbe alla città solamente grossi danni sia di natura economica che ambientale. E’ da parecchio tempo che come opposizione incalziamo l’Amministrazione Comunale a vigilare su questa questione proprio per scongiurare il pericolo che il transito dei mezzi pesanti nello stretto possa cadere addosso come un macigno sulla città di Reggio Calabria. Se questa operazione dovesse malauguratamente realizzarsi, il Sindaco Falcomatà e la sua Giunta Comunale si dovranno assumere tutte le responsabilità, poiché i motivi che hanno favorito l’incunearsi di proposte volte a coinvolgere la città di Reggio e il suo porto nell’attraversamento dei mezzi pesanti nello stretto, trovano la loro causa proprio nella mancanza di una strategia politica volta a rilanciare la struttura portuale cittadina. Molto probabilmente, l’individuazione di questi propositi viene da lontano, e mi auguro che il Sindaco Falcomatà riesca a mantenere la barra dritta e sappia difendere la città dall’invasione dei Tir. Il porto cittadino non è una struttura di grandi dimensioni, e qualora dovesse profilarsi la soluzione di dirottare in città il gommato pesante, questo finirebbe con l’assorbire l’attività complessiva del porto a discapito sicuramente di qualsiasi altra soluzione mirata al suo rilancio turistico e commerciale. La città non ha bisogno dei Tir anche perché da questa operazione non avrà nessun giovamento e nessun ritorno positivo. L’unico aspetto positivo che s’intravede è quello delle società private poichè le loro navi partendo da Reggio potranno raggiungere più agevolmente il porto di Tremestieri. Avrei sicuramente apprezzato che la nota del Prefetto di Reggio e di Messina contenesse dei riferimenti volti a migliorare i collegamenti veloci tra le due sponde e consentire ai numerosi studenti e pendolari, che giornalmente si recano nella città peloritana, di usufruire di tariffe vantaggiose e di servizi più efficienti. Anche questi problemi dovrebbero essere configurati come delle questioni di grande importanza istituzionale la cui soluzione, duratura nel tempo e non a scadenza, richiede non solo una concreta sinergia tra la città di Reggio e Messina ma anche tra le rispettive Prefetture essendo pure questi problemi che riguardano la mobilità che interessa e coinvolge entrambi le città. Più volte abbiamo assistito ad affermazioni del Sindaco Falcomatà orientate a individuare ipotesi di rilancio del porto cittadino senza però registrare nessun seguito. Il porto continua a essere deposito di navi private inutilizzabili e barconi sequestrati agli scafisti per trasportare migranti quando invece sostenere e rilanciare le sue reali potenzialità di porto turistico e commerciale, anche con le realtà portuali che si affacciano nel bacino del Mediterraneo, dovrebbe diventare, per l’Amministrazione Comunale, l’obiettivo prioritario su cui puntare, conclude Pizzimenti, poichè il porto, attraverso una oculata e lungimirante strategia politica e di marketing consentirebbe alla città di avere un ritorno positivo sia in termini di immagine sia come prospettiva di sviluppo economico.





