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    Messina – Proroghe dei servizi sociali, nota dell’Amministrazione comunale

    In relazione alla sterile polemica scaturita a seguito della relazione dei Revisori dei Conti sulla legittimità delle proroghe dei servizi sociali, l’Amministrazione comunale conferma le sue scelte di priorità per tutte le fasce deboli della popolazione. Il Collegio dei Revisori dei Conti, come ammesso dallo stesso, non ha specifica competenza ad entrare nel merito della legittimità dei provvedimenti dirigenziali inerenti le proroghe operate dall’Amministrazione. L’assessore alle Politiche Sociali, Nina Santisi, e il dirigente delle Politiche Sociali, Domenico Zaccone, nel corso delle numerose sedute della VI Commissione consiliare, hanno avuto modo di chiarire che il ricorso alla proroga scaturisce non certo dalla mancata programmazione da parte del Dipartimento, come previsto dalla delibera ANAC cui i revisori fanno riferimento, bensì dalla mancanza dello strumento finanziario del bilancio previsionale che non ha consentito l’avvio delle relative gare. Qualora il Comune avesse deciso di effettuare mere proroghe in presenza di un bilancio di previsione, allora il richiamato parere dell’ANAC sul loro divieto avrebbe un senso. Nel caso specifico dei servizi sociali, la legittimità delle proroghe sta nella natura dei servizi erogati. Infatti si tratta di servizi obbligatori per legge, i cui affidamenti non sono in contrasto con la normativa sugli appalti. E’ evidente che questa Amministrazione ha optato per l’opportunità della proroga, perché ha scelto di non interrompere i servizi. Questo significherebbe, in particolare, non garantire più l’assistenza domiciliare ad anziani e disabili con i relativi servizi di trasporto, asili nido e centri per l’infanzia e l’adolescenza, come gli altri servizi previsti dalla legge. Pertanto l’Amministrazione comunale invita alla prudenza nelle dichiarazioni, rigetta fortemente il concetto che si è agito al di fuori delle regole ed esorta a non perdere di vista il cittadino e i suoi diritti nel gioco della politica che utilizza il paradigma della contrapposizione a tutti costi e che nel caso specifico delle politiche sociali richiama ad un senso di profonda responsabilità, nei confronti del cittadino/utente e dei lavoratori.