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    Catanzaro – Consigliere Passafaro: ”Referendum, la Calabria ha bisogono di un cambiamento”

    Testo integrale della dichiarazione diramata dal consigliere comunale del Pd Area Dem, Franco Passafaro

    “In Calabria c’è bisogno del cambiamento, c’è bisogno di voltare pagina, c’è bisogno del SI. Più che nelle altre Regioni d’Italia, qui da noi c’è una questione democratica fondamentale: la casta, formata dai politici di professione, in molti casi corrotti, ha costituito l’ostacolo più grande allo sviluppo e all’emancipazione. Con il SI abbiamo lo strumento per colpire chi ha usato le istituzioni per fini personali, per dare un segnale ai giovani, dire loro che qualcosa può realmente cambiare. Le inchieste giudiziarie degli ultimi mesi hanno svelato in Calabria intrecci inquietanti tra politica, mafia, massoneria. Non vogliamo che tutto resto così com’è, non vogliamo che prevalga la rassegnazione, soprattutto nelle nuove generazioni. Qualcuno dirà: ma che c’entra il referendum costituzionale con la nostra Regione ? Proprio in una Regione sfortunata, piegata dalla criminalità organizzata, dove la politica è stata in molte occasioni al servizio dei potentati, è necessario affermare le ragioni del SI. Debbo appena ricordare che uno dei pilastri della riforma costituzionale Renzi – Boschi è la forte riduzione dei costi della politica. In Calabria, il numero dei senatori calerà dagli attuali 10 a 3; complessivamente in Italia, i senatori elettivi passeranno da 315 a 95, sarà abolito il CNEL con i suoi 65 membri. Il SI sarà moralizzatore, perché gli stipendi dei consiglieri regionali non potranno essere più alti di quelli del sindaco dei Capoluogo di regione e verranno pertanto ridotti ad un terzo. E poi saranno eliminate le Province, ormai ridotte ad Enti senza un ruolo preciso, ma che continuano a produrre costi .Io invito i calabresi, di ogni estrazione politica, a mettersi una mano sulla coscienza prima di votare. Se dovesse prevalere il NO in Calabria, vincerebbero i potentati, i politici di professione.  Lo schieramento del no è composto dai difensori del bicameralismo paritario e dei poteri delle regioni, oltre che degli stipendi regionali. Sono quelli che volevano combattere la Casta e adesso hanno come obiettivo  salvare il Cnel. Se vince il no condanniamo  l’Italia all’ingovernabilità per i prossimi decenni, all’ingovernabilità o alle larghe intese, che sono un ripiego. E faccio un appello anche ai miei compagni di partito: non voglio credere che nello schieramento variegato che va da Brunetta a Beppe Grillo posso trovare qualche pezzo del pd.  Amici e compagni se bocciamo questa riforma , non è che fra due mesi ne faremo un’altra; non ne  faremo più almeno per i prossimi dieci anni. Ed allora , abbiamo  la responsabilità di cambiare il Paese , possibilità che è stata data solo due anni addietro al nostro Presidente e Segretario Matteo Renzi. Apriamo un dibattito franco e senza pregiudizi intorno alla “legge elettorale”, possiamo e dobbiamo cambiarla se ci saranno i numeri in parlamento, ma allo stesso tempo ritroviamo e costruiamo l’unità intorno ai quesiti del referendum. La responsabilità verso L’ Italia ci ha sempre contraddistinto, #basta un si per dare un messaggio di speranza”