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    Aeroporto RC, Sogas. Dieni: «I soci garantiscano l’esercizio provvisorio»

    «Gli azionisti della Sogas, dopo anni di gestione dissennata e irresponsabile, non hanno neppure avuto il coraggio di presentarsi al capezzale della società di gestione dell’aeroporto di Reggio, ormai sul punto di esalare l’ultimo respiro».

    È quanto dichiara la deputata del M5S Federica Dieni.

    «Stamattina – continua –, benché invitati a presenziare dal liquidatore Bernardo Femia, non si sono presentati all’ultima udienza davanti al Tribunale fallimentare. Un atteggiamento che rispecchia bene il modo in cui Sogas è stata gestita negli ultimi anni».

    La deputata prosegue: «Domani avverrà l’apertura delle buste con le offerte relative al bando Enac, da cui emergerà la nuova società che sarà chiamata a gestire l’aeroporto per i prossimi 30 anni. Il futuro è preoccupante, visto che in pole position c’è la Sacal, il cui management fa a gara con quello di Sogas quanto a incapacità e inaffidabilità; ma a preoccupare è soprattutto il presente, dal momento che non ci sono fondi per garantire il funzionamento dell’aeroporto dello Stretto fino al definitivo passaggio di consegne».

    «Malgrado l’impegno garantito da tutti soci – aggiunge Dieni –, lo scalo non ha ancora ricevuto i finanziamenti necessari per assicurare l’esercizio provvisorio e, dunque, un servizio vitale per tutta la provincia di Reggio e di Messina. La chiusura temporanea dell’aeroporto, in attesa dell’arrivo della nuova società, avrebbe effetti devastanti e rappresenterebbe una inaccettabile negazione del diritto alla mobilità di tutti i cittadini».

    «Ecco perché – conclude la parlamentare 5 stelle – gli azionisti hanno il dovere morale di fare tutto il possibile affinché il “Tito Minniti” non chiuda i battenti neppure per un giorno. Il governatore Oliverio, il presidente della Provincia Raffa e il sindaco metropolitano Falcomatà devono dimostrare di possedere la decenza che è mancata in tutto questo tempo: solo così si potrebbe evitare il funerale di uno scalo il cui futuro, in ogni caso, è sempre più incerto».