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    Rosarno (RC) – Saccomanno: “No a soluzioni tampone per migranti”

    “Il 10 giugno 2016 comunicavamo la situazione difficile ed esplosiva in cui si trovava la Città dopo il decesso di un migrante e la rivolta di questi e Vi chiedevamo un incontro per cercare di evitare situazioni incresciose e che avrebbero potuto creare tensioni e reazioni.
    Siamo stati contattati dalla Prefettura per confermare che si stava cercando di trovare una soluzione condivisa e per spalmare i migranti in tutti i Comuni limitrofi e che, nel frattempo, si sarebbe, temporaneamente, cercato di rinnovare le tende malridotte. Si precisava che il 20.06.2016 vi sarebbe anche stata una riunione in Regione per cercare altre possibili soluzioni e che, comunque, l’indirizzo era di lavorare per delle risoluzioni definitive e non tampone”. A scrivere in una lettera indirizzata alla prefettura di Reggio ed alle istituzioni interessate, è Giacomo Saccomanno di Rosarno che agiunge: “Nessuna altra comunicazione vi è stata e, naturalmente, avendo avuto tali notizie dalla massima Istituzione sul territorio della Provincia abbiamo provveduto a tranquillizzare la popolazione.
    Nella mattinata di oggi, però, presso l’ex Liceo Scientifico, sito in Rosarno alla Via Nazionale Nord, si è cominciato a lavorare per eliminare i vecchi banchi e per adibire la struttura -almeno per come si vocifera- ad abitazione di migranti. Una soluzione del genere, se dovesse essere vera -nessuno sa niente né presso gli uffici del Comune e né presso gli amministratori (almeno così hanno riferito)- sarebbe una pesante iattura per l’intera Città, che già è “occupata” da altri migranti e da comunitari (bulgari-albanesi ecc.) con un numero di circa 2.000/3.000 persone, stipate in campagna o in abitazioni del centro storico.
    Risulta evidente che la comunità intera non potrà mai tollerare una situazione del genere che renderebbe ulteriormente Rosarno un ghetto e porterebbe, certamente, sia alla creazione di ulteriori tensioni, ma anche a creare delle pericolosissime condizioni igienico-sanitarie.
    Ed, ancora, non si comprende come si possano ospitare delle persone in un immobile chiuso da oltre 15 anni, che non ha, certamente, la idoneità sanitaria, l’agibilità, la adeguatezza sismica. Cioè, un immobile che non potrebbe essere utilizzato per essere abitato e che necessità di verifiche serie per renderlo legale.
    Non siamo a conoscenza che in questi 15 anni si sia fatto qualcosa per rendere la struttura legale ed idonea e che, quindi, in sostanza, allo stato, non vi siano i requisiti per poterlo utilizzare.
    Nel contempo, non si è a conoscenza se l’immobile è stato requisito oppure vi sia stato qualche contratto di locazione o altro con i proprietari.
    Per tali ragioni, a tutti gli effetti di legge, espressamente si chiede:

    1. Che, venga disposto l’accesso agli atti della Prefettura di Reggio Calabria e del Comune di Rosarno sia per accertare la esistenza di un accordo-contratto e del piano previsto per la sistemazione dei migranti, se esistente, e sia per verificare la regolarità tecnico-strutturale-amministrativa dell’immobile, anche sotto l’aspetto della idoneità igienico-sanitaria, che sismica;
    2. Che, venga accertata la regolarità degli atti tecnici ed amministrativi e che, in mancanza vengano assunti tutti i dovuti provvedimenti amministrativi e penali;
    3. Che, comunque, venga anche vagliata la idoneità del sito e le condizioni dei servizi esistenti certamente non adeguati a sopportare altri pesi ed ingerenze del genere”.

    La lettera si chiude invitando “i destinatari della presente ad assumere tutte le iniziative di legge di loro pertinenza e competenza ed a evitare che si possa violare la legge in danno degli interessi primari della Città di Rosarno e della Comunità intera, già fortemente condizionata dalle pesanti condizioni oggi esistenti.

    Con l’espressa avvertenza che in mancanza, decorso il termine ultimo di giorni 30 dal ricevimento della presente, la odierna equivale a diffida, con tutte le dovute conseguenze, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 328 c.p..
    Si chiede, ancora, al Signor Prefetto di voler ricevere una delegazione di cittadini e Consiglieri Comunali per comunicare con precisione quali siano le vere intenzioni della Prefettura”.