di Grazia Candido – “Se non ripristinano il manto stradale del Corso Garibaldi, bloccheremo il Museo”. E’ la ferma intenzione dei commercianti della zona interessata ai lavori della via principale del salotto buono della città, “distrutti” moralmente ed economicamente dalla conferma del blocco dei lavori da parte della Soprintendenza. Il problema sono le basole riutilizzabili, non c’è intesa sul numero e durante l’incontro operativo di questa sera, svoltosi alla Confcommercio, sono proprio gli esercenti sostenuti dal direttore della Confederazione Marisa Lanucara a denunciare “la mancanza di chiarezza su un percorso di lavoro che ha letteralmente devastato il Corso Garibaldi e messo in ginocchio tantissimi commercianti”.
“E’ un nuovo capitolo sull’interminabile Odissea dei lavori della principale arteria cittadina, da oltre due anni interessata da inferriate e cantieri. Il problema è serio: qui, iniziano lavori e non li finiscono mai – afferma il Presidente Federazione italiana Tabaccai Francesco De Carlo – Pare che ci sia una diatriba tra il Comune e la Soprintendenza e a farne le spese sono i commercianti. Oggetto del contendere sono il numero delle pietre tolte sul Corso: la Soprintendenza sostiene che sono molto di più di quelle dichiarate dal Comune. E allora, visto che non possiamo più aspettare o si riapre il Corso così com’è, magari asfaltando il manto stradale, o noi bloccheremo il Museo”.
I commercianti sono esausti da questi ritardi e dai “continui cantieri aperti che impediscono ai passanti di accedere ai negozi e poter tranquillamente fare shopping” e chiedono “l’intervento della Magistratura affinchè faccia luce su eventuali responsabilità della conta delle pietre. Oggi le pietre sono depositate a Piazza Camagna – continua De Carlo – e creano altri danni ai commercianti della zona. E’ una lotta al massacro”.
Capisce le difficoltà degli esercenti, l’assessore comunale alla Pubblica Sicurezza e Legalità Giovanni Muraca e ribadisce che “l’interlocuzione tra Amministrazione e Soprintendenza sta proseguendo e, a breve, si troverà la soluzione a questo inghippo che, purtroppo, c’è stato ma non per colpa del Comune. Si farà un controllo sulla vecchia pietra lavica per capire sino a dove si può arrivare con il posizionamento di questa. Le tempistiche non sono dettate dall’Amministrazione ma stiamo eseguendo con scrupolosità le indicazioni della Soprintendenza che ci ha bloccato il proseguo dei lavori in Via Vollaro. Da domani però, inizieranno i lavori all’altezza di Piazza Italia. Abbiamo le mani legate e non possiamo rischiare di avere un secondo sequestro da parte della magistratura”.
Secondo il direttore provinciale di Confcommercio Marisa Lanucara la “colpa è da attribuire ad un cattivo coordinamento tra Soprintendenza e Comune, qualcosa non funziona. Noi però, siamo pronti a tutto, impediremo l’accesso al Museo Nazionale, al Castello perché le imprese sono arrabbiate, stanche e fanno i conti non solo con una crisi economica nazionale pesante ma anche con i blocchi del Corso Garibaldi. Non è possibile che si arrestino i lavori per una conta di pietre – tuona Lanucara – Abbiamo incontrato al Comune il capo di gabinetto, assessori e dirigenti comunali e lo stesso architetto Cammera ci ha dichiarato di aver presentato regolarmente il numero delle pietre da inserire in questo nuovo assetto del Corso Garibaldi. Pare che la Soprintendenza le voglia contare e questo comporta un altro blocco dei lavori che arreca un ulteriore danno ai commercianti. I vari cantieri creati sulla via principale del centro non solo hanno devastato il cuore della città ma hanno fatto scemare il passeggio togliendo ai commercianti gran parte dei loro clienti”.







