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    Messina – Discarica di Pace, Grilli dello Stretto: “Si incrementi compostaggio”

    “Vincoli paesaggistici precisi, recupero ambientale delle discariche esistenti e divieto di realizzare nuovi impianti di smaltimento rifiuti nell’area di Pace”.
    Si era espresso così, poco più di un anno fa, il Ministero dei Beni Culturali, chiudendo definitivamente le  porte alla realizzazione di un biostabilizzatore nella riviera nord.
    E invece, un recente sentenza del Tar di Palermo, ribaltando i rilievi del Ministero, ha riaperto la strada alla realizzazione nell’area dell’ennesimo ecomostro; accogliendo il ricorso  presentato dalla ditta  aggiudicataria della gara d’appalto per un importo pari a 12 milioni di euro.
    Una gara aggiudicata prima ancora di ricevere, nero su bianco, il parere dei ministeri competenti e avviata in modo assolutamente irrituale: lo stesso giorno dell’avvio della procedura Vas (Valutazione Ambientale Strategica).
    Un cambio di rotta contro il quale il meetup Grilli dello Stretto, che già in passato si era espresso in maniera fortemente critica rispetto alla scelta caldeggiata sia dall’amministrazione regionale che da quella locale di realizzare una discarica nell’area di Pace, è pronto a levare gli scudi.
    “Pace continua a rappresentare, agli occhi di chi amministra, un’area ideale all’interno della quale procedere al trattamento e allo smaltimento dell’indifferenziato prodotto sul territorio. Un impianto, spacciato come nuovo e virtuoso che  – spiegano gli attivisti – è destinato a separare solo, e in maniera approssimativa, la parte organica sporca dal restante indifferenziato. Si tratta di  progetto che fa riferimento a un impianto di selezione in grado di raccogliere, sebbene con percentuali molto basse, metalli magnetici e piccole frazioni di plastiche leggere”.
    Una scelta, quella della discarica di Pace, che per gli attivisti messinesi contrasta con le precedenti azioni intraprese dall’amministrazione: “La delibera comunale Rifiuti Zero, del 2013, aveva previsto, ottimisticamente, che in pochi anni le percentuali di differenziata in città si sarebbero assestate intorno al 50%. Se l’input dell’amministrazione viaggiava in questa direzione – si interrogano i Grilli dello Stretto –  ci chiediamo da cosa tragga impulso oggi la bulimica necessità di costruire, ad ogni costo, un impianto dotato di una capacità di esercizio pari a 300 tonnellate per giorno. E questo, nonostante la produzione messinese si assesti ancora intorno alle 280 con un rifiuto differenziato prossimo allo zero”.
    Corretto funzionamento della bilance per il peso dei rifiuti nelle isole ecologiche, stipula di convenzioni con cooperative di riciclo dei materiali post consumo, realizzazione di impianti di compostaggio a cumuli rivoltati, acquisto di compostiere domestiche, incentivazione dell’imprenditoria legata al riciclo e adozione di una delibera relativa al compostaggio domestico: sono questi per il Movimento Cinque Stelle gli strumenti in grado di dare una prima importante risposta all’emergenza rifiuti.
    “E’ ormai palese l’esistenza di una volontà capillarmente diffusa che abbraccia in toto il progetto discarica, con annessa raccolta e trattamento del percolato  – apostrofa Valentina Zafarana,  portavoce Cinque Stelle all’Ars  –  dimenticando come nell’area sia ancora presente quello risultante della discarica chiusa e mai bonificata di Portella Arena. Lo scorso 24 giugno, appresa la notizia della sentenza del Tar – prosegue – mi sono immediatamente recata in assessorato per chiedere l’avvio di un appello al Consiglio di giustizia amministrativa e l’approvazione in tempi celeri di un Piano di tutela del paesaggio”.
    Un passaggio che costituirebbe un’ulteriore blindatura normativa a difesa del territorio e dei suoi cittadini: “L’approvazione del testo a tutela del paesaggio renderà ancora più complicato il tentativo di scardinamento in atto da sei anni a questa parte – spiega la deputata – l’avvocatura dello Stato sta inoltre valutando la possibilità di presentare appello contro la decisione del Tar. Come gruppo politico inoltre, presenteremo formale richiesta in tal senso, depositando una risoluzione in commissione che impegni il governo a opporsi a questo scellerato progetto”.
    Dubbi anche sull’iter approvativo, incluso l’impatto ambientale: “Si tratta di intervento in una Zona a Protezione Speciale esplicitamente vietato dal Decreto ministeriale del 17 ottobre 2007 – sottolineano i Grilli dello Stretto – invece, il progetto  è stato approvato con un semplice “screening”,  nonostante il parere negativo istruttorio da parte degli uffici”.
    Incomprensibili ed estremamente gravi le forzature messe in atto per autorizzare la fattibilità di un’opera che avrà ricadute disastrose sia sulla salute dei cittadini: “Messina rischia di diventare la discarica d’emergenza dell’intera isola – ammoniscono gli attivisti del meetup – vista l’incapacità con la quale ancora oggi si gestisce un’area che potrebbe diventare, se protetta da interessi privati, una risorsa preziosa; grazie alla riduzione, al riuso e al riciclo dei rifiuti, come avviene nel resto d’Europa”.