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    Marco Mastroianni ordinato Diacono della Diocesi lametina nel giorno della festa dei Santi Patroni

    Marco Mastroianni, giovane lametino della Parrocchia di Santa Maria Maggiore, è stato ordinato diacono dal Vescovo di Lamezia Terme Luigi Cantafora questa mattina, nel corso del solenne Pontificale della festa dei Santi Pietro e Paolo Patroni della Diocesi e della città di Lamezia Terme.

    Una celebrazione ricca di simboli significativi, quella che si è svolta questa mattina in Cattedrale, con la partecipazione di tanti sacerdoti della Diocesi e numerosi fedeli che hanno ringraziato il Signore per un nuovo giovane sulla strada del sacerdozio che va ad arricchire la Chiesa lametina, una delle diocesi in Italia caratterizzata dalla presenza di sacerdoti più giovani.

    L’ “Eccomi” di Marco è stata la chiave di una celebrazione segnata dai momenti caratteristici dell’ordinazione diaconale quali l’imposizione delle mani da parte del Vescovo, il canto delle litanie dei Santi, la vestizione del nuovo diacono con la caratteristica dalmatica del ministero del diaconato: un “Eccomi” che rappresenta la consegna della vita di un giovane a Dio e alla Chiesa,  per servire i fratelli ell’amore di Cristo.

    Rievocando la storia dei primi diaconi della Chiesa chiamati a un servizio umile come quello di servire alle mense,  il Vescovo Luigi Cantafora ha ricordato nell’omelia che “nella Chiesa non ci si sceglie il servizio che piace, ma si risponde ai bisogni che la comunità cristiana presenta e questo perché il ministero è a servizio della Chiesa, non di se stessi.  La disponibilità a servire i bisogni della Chiesa, là dove la Chiesa chiama, è un criterio fondamentale dell’autenticità della vocazione”.  Un monito a vivere il ministero fondato sulla vocazione “che Dio dà gratuitamente a chi vuole” e sull’amore per  Gesù, quello del Vescovo di Lamezia, che si è rivolto a Marco e ai sacerdoti della chiesa lametina ricordando come “siamo sempre tentati ad accomodarci nei nostri privilegi e nei nostri comodi. Ci trinceriamo dietro una presunta volontà di Dio, ma che in realtà è solo il velo del nostro egoismo. Siamo diventati Ministri di Dio per servire il corpo della Chiesa nei servizi più umili e, forse, anche nei posti più disagiati”.

    Da qui l’invito al nuovo diacono della Chiesa di  Lamezia a “cercare altro rispetto a quello che cerca il mondo: la Chiesa non ha molto da offrirti se non servire il corpo ferito di Cristo. Non ti garantisce ricchezze, né posti di prestigio. Non ti garantisce l’applauso delle folle che è sempre pericoloso. Il tuo amore per il Signore sarà vero se saprai amare anche l’ultimo posto, quello più nascosto e meno apprezzato dal mondo, se saprai amare l’ultimo uomo, quello che il mondo scarta. Nella nostra vita abbiamo bisogno di amore e dell’amore per il Signore”.

    La vita del Ministro di Dio – ha proseguito Cantafora – “ è una vita bella, che merita di essere vissuta, oggi come ieri o, forse, oggi più di ieri. Ci sono gioie che il mondo non conosce e non capisce, ma che solo il ministro di Cristo può gustare.  Sono le gioie del bene fatto con amore, sono quelle che vengono dal sapere di essere con Gesù collaboratori di Dio per la salvezza del mondo, sono quelle di sapersi amato di un amore infinito. Solo le gioie del servo buono che segue il Maestro e ama i fratelli. Auguro a Marco di poterle gustare in abbondanza  nella tua vita a servizio di Dio”.