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    Sequestrata una rete da pesca illegale nel porto di Palmi

    L’attività di tutela del patrimonio ittico condotta dal personale della Capitaneria di porto di Gioia Tauro prosegue senza interruzione.
    I militari del servizio operativo della Capitaneria di porto di Gioia Tauro guidati dal Sottotenente di Vascello Fabrizio FRASCELLA, su comunicazione e  congiuntamente al personale della dipendente Delegazione di spiaggia di Palmi, si recavano presso il porto di Taureana di Palmi al fine di verificare la presenza di una rete derivante illegale. Venivano contestualmente avvisati i Carabinieri della Compagnia CC di Palmi, che prendevano parte all’operazione,  al fine di scongiurare eventuali disordini di ordine pubblico.
    Giunti all’interno del porto, i militari accertavano la presenza di una rete occultata da un telone in plastica bianca all’interno di un contenitore di forma cubica. Si procedeva al sequestro di tipo amministrativo della rete, per la fattispecie di attrezzo non consentito per la pesca, nei confronti di ignoti, dal momento che nessuno ne reclamava la proprietà. L’attrezzo risultava altresì privo dell’apposita targhetta identificativa specificante il tipo di attrezzo e la riconducibilità alla licenza di pesca.
    Dopo aver assicurato sul mezzo in dotazione alla Guardia Costiera la rete da pesca illegale, di lunghezza pari a circa 2700 metri, i militari rientravano in sede e la ponevano in custodia presso i locali di questa Capitaneria di porto.
    Le reti del tipo di quella sequestrata sono particolarmente dannose per il patrimonio ittico, e sono state vietate a livello internazionale già da molti anni. Le relative sanzioni sono altrettanto elevate, infatti, ammontano da un minimo di 2.000 ad un massimo di 12.000 euro, a cui si aggiunge la confisca dell’attrezzo irregolare o illegittimamente utilizzato.