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    Sorteggio nomine. La minoranza: “Altro che novità e trasparenza. Faremo ricorso”

    di Grazia Candido – Il sorteggio per le nomine dei rappresentanti negli enti sub regionali del Consiglio per gli organismi di vigilanza e di controllo non va proprio giù ai capigruppo Alessandro Nicolò (Forza Italia), Francesco Cannizzaro (Casa delle Libertà), Fausto Orsomarso (Misto) e Giovanni Arruzzolo (Ncd) e, questa mattina presso l’aula Commissioni di Palazzo Campanella hanno espresso la loro posizione sulla decisione del Presidente del Consiglio regionale reo di “fare due pesi e due misure”.
    “Ci determineremo con atti per legittimare il bene della Calabria e seguendo il criterio di legalità, faremo ricorso. Questo è semplicemente un piano B di una Giunta che non sa come amministrare – afferma Nicolò – Siamo perplessi sul metodo del sorteggio, è illegittimo. Se poi il presidente Irto vuole modificare la legge regionale, noi siamo disponibili ma qualunque cambiamento andava discusso a Dicembre scorso quando redigemmo una lettera per ricercare le migliori esperienze accelerando la tempistica, e non a Maggio, dopo 5 mesi. Provano a dare la parvenza di novità quando non ce n’è alcuna. Di certo, non vogliamo auto-delegittimarci di un compito assegnatoci dal popolo. Valgono prima i principi e poi lo schieramento. Ovviamente, tutto si deve svolgere nei limiti della trasparenza e della legge. La maggioranza si nasconde dietro false motivazioni ma è stata ampiamente diffidata sia dal Corecom che dalla Cgil”.
    Per il consigliere Arruzzolo è “una vicenda che ha toccato il fondo. Il sorteggio sminuisce il valore della politica e riteniamo che questa si debba riappropriare del suo ruolo seguendo sempre il filone della meritocrazia, delle normative vigenti e della volontà del popolo che ha scelto i suoi rappresentanti”.
    E se c’è la disponibilità da parte di tutti i capigruppo a confrontarsi con la maggioranza sulle riforme (compresa la legge regionale 39/95 che disciplina le nomine) per il “bene dei calabresi”, il consigliere Cannizzaro mette in evidenza la “forte tensione che si vive all’interno del Palazzo manifestata anche dagli stessi dipendenti regionali”. “In questo anno e mezzo, le forze di maggioranza hanno fatto una conferenza stampa? La risposta è no. Noi abbiamo sentito la necessità di incontrare la stampa per manifestare le nostre preoccupazioni dimostrando di essere una minoranza costruttiva che vuole creare un percorso. Irto ha commesso un grande errore nell’opzione del sorteggio, ha scritto una delle pagine più brutte del regionalismo calabrese che mortifica la legge. Il presidente del Consiglio è costretto dai suoi compagni che non trovano la quadra a fare delle scelte che non rispettano il popolo – aggiunge il capogruppo Cdl che rimarca più volte la profonda scollatura tra Consiglio e Giunta regionale – Questo dimostra uno spaccamento del Pd, la cui immagine la rappresenta bene la signorina bendata che, per carità, ringraziamo per essersi prestata al sorteggio, ma è come se giocassimo a mosca cieca. Quella è la vera immagine del Consiglio regionale: un consiglio bendato, un vero circo. Persino i tori si candidano a questo Circo”.
    Il consigliere Cannizzaro non polemizza sul metodo del sorteggio in sé ma vorrebbe sapere dal presidente Irto che “millanta la novità del metodo come mai non sia stato applicato anche per le nomine dell’ufficio di presidenza, dei vari assessorati, del Garante per l’infanzia. Il dottor Antonio Marziale è un uomo di grande spessore e cultura, una figura autorevole e competente in questo campo, ma di fatto anche la sua scelta non mi pare sia stata sorteggiata”.
    E ci va giù pesante anche il consigliere Orsomarso che vede “Irto in ostaggio di un partito arrogante che tiene in prigione anche la Calabria. Non siamo in un asilo e Irto non è il presidente dell’asilo ma del Consiglio regionale. Non può raccontare bugie ai calabresi. La legalità si pratica non si predica. La Calabria è in ritardo in tante scelte. Anche noi in passato abbiamo fatto degli sbagli ma li abbiamo ammessi. Questi amministratori si spacciano perfetti ma in realtà non lo sono”.

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