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    Mollo-Piromalli

    Reggio – Secondo film per il regista Mollo. Nel cast de “Il Padre d’Italia” anche l’attore Piromalli

    di Grazia Candido – “Non c’è nessuna forma d’arte come il cinema per colpire la coscienza, scuotere le emozioni e raggiungere le stanze segrete dell’anima”. Lo sosteneva il produttore cinematografico svedese Ernst Ingmar Bergman ma dopo aver visto i lavori del giovane regista reggino Fabio Mollo, non c’è migliore affermazione per spiegare lo spessore e la ricercatezza emotiva delle sue “creature cinematografiche”. Mollo, attualmente impegnato con la sua seconda opera “Il Padre d’Italia”, prodotto dalla Bianca Film e la cui sceneggiatura dell’attesa pellicola girata tra Torino, Roma, Napoli, Reggio Calabria e Gioia Tauro, è affidata a Josella Porto, già al fianco del regista per il film d’esordio “Il Sud è niente” interpretato da Vinicio Marchioni, Valentina Lodovini e Miriam Karlkvist, tra le riprese di un set e l’altro, ci parla della storia che impegna un cast prestigioso dove insieme all’attore Luca Marinelli reduce dal David Di Donatello come miglior attore non protagonista per “Lo Chiamavano Jeeg Robot”, vi sono la sensuale Isabella Ragonese e gli attori reggini Peppe Piromalli e Miriam Karlkvist. Per motivi contrattuali, Mollo svela ben poco sul film ma anticipa che “è una storia di finzione, sul filone comico-drammatico, centrata su due personaggi, due trentenni che raccontano una generazione che ha difficoltà ad immaginare il futuro ma lo fa con coraggio”.
    “Quando ho scritto la storia ho pensato alla mia generazione e ho immaginato un viaggio trasversale che attraversa l’Italia da Nord a Sud – afferma il regista – Si sorride ma si riflette anche molto. Non è facile girare un film, farlo è una scommessa, a volte potrebbe sembrare una dichiarazione di guerra che fai a te stesso e al mondo al quale stai raccontando la vicenda. E’ un processo in cui ti metti alla prova e quando ti chiedono come è il film, è difficile raccontare qualcosa che non ha avuto ancora la sua forma. E’ come chiedere ad un compositore com’è una canzone che ha scritto ma non l’ha mai suonata”.
    Fabio quando parla di cinema, riprese, emozioni sul set lascia trasparire quella passione e anche l’ansia di chi volutamente vuole fare un bel viaggio e poi comincia a domandarsi se arriverà a destinazione. La sua speranza è riprovare tutte quelle sensazioni risentendo l’affetto del pubblico così come è capitato per “Il Sud è niente” che ha sbancato alla prima mondiale al Festival di Toronto, record di presenze al Festival del film di Roma, Premio Camera D’Oro Taodue per il Miglior produttore emergente. Nonostante ciò, Fabio è rimasto un ragazzo semplice ma caparbio e con l’umiltà che lo contraddistingue, mette a suo agio tutti sul set.
    “Si respira la stessa emozione del primo giorno, si coglie la tensione di dover creare qualcosa che funzioni subito, che colpisca. Siamo alla terza settimana di riprese, quasi a metà film il cui finale sarà girato a Reggio Calabria – ci svela Mollo – e sono contento di aver scelto la mia città nonostante non ci sia in Calabria una Film Commission e il periodo non sia molto roseo per l’arte. Dietro un film c’è un lavoro pesante fatto di studi, ricerche, creazioni e sembra impensabile ma, realizzare una scena, a volte è un vero tormento. Io ho voluto raccontare la mia Calabria, l’entusiasmo, la solarità della mia gente”.
    E nel cast sono presenti anche due reggini doc, l’attore Peppe Piromalli e Miriam Karlkvist. Su entrambi, Fabio ha solo parole di stima soprattutto per “l’attore comico-drammatico Piromalli che, con questo nuovo ruolo, evidenzierà le sue doti innate. La tecnica s’impara, la passione non s’insegna. Peppe si definisce un menestrello sognatore, io dico che è un artista completo che si butta nel film e nel ruolo assumendo la personalità del personaggio con la stessa naturalezza con cui uno potrebbe infilare un cappotto. Gli attori hanno il privilegio di regalare sogni e amore a persone che non conoscono, che non hanno mai incontrato, e Piromalli è uno di questi: dona se stesso perché ama follemente questo straordinario mestiere”.