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    Lamezia (CZ) – Spatara (Sovranità – Prima gli Italiani): “Mascaro adotti ordinanza contro accattonaggio”

    “In considerazione del delicato e particolare momento storico che sta vivendo Lamezia Terme connesso soprattutto anche a particolari fenomeni, primo fra tutti l’immigrazione, che si sta sviluppando sempre più, è opportuno che il sindaco Paolo Mascaro adotti immediatamente un’ordinanza volta a vietare forme di accattonaggio in ogni luogo nella nostra città”. A dichiararlo è Bruno Spatara, responsabile provinciale del movimento Sovranità – Prima gli Italiani.

    “Circa due anni fa – spiega – fui il primo a chiedere all’allora sindaco Speranza un provvedimento di questo genere avendo intuito il pericolo ed il degrado che si stava prospettando, legato appunto al dilagare di questo fenomeno sociale esercitato perlopiù da extracomunitari davanti ad attività commerciali e luoghi di culto, con metodi petulanti e molte volte molesti e che spesso hanno fatto registrare le lamentele da parte degli autoctoni per i modi e le ingiurie al loro indirizzo, da parte di alcuni immigrati questuanti, scaturite da un rifiuto di lasciare a questi la classica monetina. Questo fenomeno – prosegue Spatara – a Lamezia cosi come in qualsiasi altra città d’Italia, non è legato a contingenti situazioni di indigenza, dal momento che gli immigrati che vediamo davanti a chiese, supermercati ed a qualsiasi altro negozio, sono ospiti di strutture di accoglienza, dove attraverso la quota fissa e giornaliera che oscilla tra le 35 e le 38 euro, gli vengono garantiti oltre al desinare, anche la prima colazione e la cena, più cellulari e ricariche ed altri benefit totalmente gratuiti per loro e pagati da noi contribuenti. Affermo tutto ciò –incalza – onde evitare facili strumentalizzazioni dei buonisti del caso e sfido chiunque a smentire queste mie dissertazioni invitandoli a farsi un giro presso le varie agenzie di scommesse di Lamezia, dove non si avrà difficoltà nel constatare una presenza sempre più massiccia di avventori extracomunitari, che sono gli stessi che esercitano attività mendicanti nei posti sopra menzionati, il che vuol dire che la questua non serve assolutamente per coprire e far fronte a bisogni primari”.

    “Questa mia richiesta al primo cittadino – continua – diventa una misura ed un provvedimento necessario anche per bloccare sul nascere altre forme criminose quali sfruttamento di minori e disabili e che possono portare rapidamente a situazioni di degrado sociale ed urbano, ricordando che analoghe ordinanze sono state già emesse da molte amministrazioni comunali che hanno ravvisato un effettivo e concreto pericolo del fenomeno accattonaggio. Il nostro rappresentate in seno al Consiglio Comunale, Mimmo Gianturco, – conclude – provvederà a presentare un’apposita mozione”.