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    Centri per l’impiego: ancora niente stipendi per i dipendenti della Provincia di Reggio

    Quattordici mensilità di stipendi arretratati ed ancora i sessantasei dipendenti a tempo determinato della Provincia di Reggio Calabria non riescono a vedere esaudito il loro sacrosanto diritto alla retribuzione. E questo, scrive in una nota la la Segreteria FP CGIL Reggio Calabria Locri, “neppure dopo che la Regione Calabria ha finalmente accreditato quando dovuto nelle casse dell’Ente provinciale per un importo pari a dodici delle suddette mensilità”.

    “Le motivazioni – scrivono – sono tanto vergognose quanto sconcertanti. Tutto sembra parta da una dimenticanza: la Provincia di Reggio Calabria ha scordato di inserire fra le proprie voci di bilancio quella relativa ai lavoratori a tempo determinato che prestano servizio presso i Centri per l’impiego. Ed in assenza di tale essenziale voce in bilancio, nonostante la presenza delle necessarie risorse economiche, gli stipendi non possono che rimanere fermi in cassa.
    L’unico rimedio a tale incredibile quanto ingiustificabile dimenticanza sul piano politico ed amministrativo consiste nell’adozione di una variazione di bilancio che, come noto, va votata in Consiglio. Ebbene, il Consiglio Provinciale, per ben due volte negli ultimi cinque giorni, non è riuscito a votare il provvedimento lasciando anche per il mese di maggio i propri dipendenti a tempo determinato senza stipendio dopo ben quattordici mesi di attesa.
    A peggiorare la drammatica situazione, il dato temporale: infatti, in funzione dell’imminente costituzione della Città metropolitana, il Consiglio Provinciale decadrà il prossimo 2 giugno.
    I lavoratori sono disillusi, arrabbiati, nauseati. Ed i responsabili di tutto ciò come si sentono? Se fossero vera classe dirigente, dovrebbero sentirsi molto peggio.
    A margine della seduta consiliare andata deserta, una rappresentanza dei lavoratori è stata ricevuta dal Direttore generale, il quale ha garantito che, in ogni caso, entro questa settimana gli stipendi arretrati saranno corrisposti. Le travagliate vicende di questi mesi ci hanno però insegnato tanto e ci inducono a ritenere che dopo 14 mesi di attesa, al di là del solenne impegno assunto dall’Ente, solo l’accreditamento contabile degli stipendi potrà infondere serenità e fiducia. Sia chiaro che ove ciò non dovesse verificarsi, le responsabilità saranno solo politiche e l’azione di mobilitazione che sarà intrapresa sarà incisiva e permanente.