• Home / CITTA / Reggio – Presidio dell’associazione ReggioVeg contro il circo Orfei

    Reggio – Presidio dell’associazione ReggioVeg contro il circo Orfei

    L’associazione ReggioVeg – si legge in un comunicato –  da 2 anni e mezzo si batte contro tutte le forme di sfruttamento animale inteso come radice di tutte le discriminazioni tra esseri senzienti. ReggioVeg sostiene e promuove in tutte le sue manifestazioni ed eventi a Reggio Calabria uno stile di vita vegano, inteso come nuovo modello di vita eco-centrico, eco-sostenibile e rispettoso per l’ambiente. In occasione dell’arrivo del circo Orfei a Reggio Calabria (in zona pentimele) ReggioVeg organizza eventi di sensibilizzazione contro lo sfruttamento degli animali detenuti:  presidio pacifico davanti l’ingresso del circo domenica 10 aprile, con l’obiettivo di
    – volantinare e informare; – mostrare visivamente a tutti la nostra profonda contrarietà all’utilizzo degli animali nel circo;  serata di sensibilizzazione contro il circo con gli animali venerdì 15 all’Officine Miramare, con la partecipazione dell’associazione Naturalmente Brancaleone.  Inoltre, l’associazione ha intenzione nei giorni successivi di fare la richiesta agli atti del circo al Comune e all’ASL, con il fine di verificare personalmente la regolarità circa il rispetto delle normative vigenti, soprattutto quelle riguardanti la verifica dello stato di salute degli animali. ReggioVeg si sta muovendo per fare una raccolta firme per una proposta al Comune circa restrizioni sugli attendamenti dei circhi con animali a Reggio, nell’ottica del rispetto dei bisogni etologici degli animali e di una sensibilizzazione nell’opinione pubblica sempre maggiore sulla questione “benessere animale”.
    Ci sono molteplici aspetti riguardo lo sfruttamento animale e spettacoli ad esso connessi a cui ReggioVeg si oppone fortemente:
    • La nostra amica Annamaria Manzoni, psicologa e psicoterapeuta, ipnositerapista e grafoanalista, attenta studiosa della tematiche dello sfruttamento animale, è la promotrice di un documento sottoscritto da più di 500 psicologi in tutta Italia, dal titolo “Documento degli psicologi su zoo, circhi, sagre con impiego di animali” (http://www.tradizioniviolente.org/implicazioni4.html) circa i risvolti negativi sul piano psicologico, pedagogico e formativo di tali spettacoli violenti per i bambini.
    • La detenzione, l’addestramento e l’esibizione in spettacoli comporta sofferenze e maltrattamento agli animali; la vita degli animali nel circo è incompatibile con le loro caratteristiche etologiche; privati del loro habitat e della loro dignità, ammassati in camion, chiusi dentro anguste gabbie e costretti con metodi crudeli ad eseguire azioni che non hanno nulla da spartire con la loro natura, la loro sofferenza urla silenziosamente ed è udibile solo a chi riesce a comprendere il diritto di libertà insito in ogni essere vivente.
    • Ricordiamo, oltretutto, che lo scorso 10 ottobre proprio a Reggio è morto l’unico elefante detenuto dal circo Togni (elefante che tra l’altro aveva ricevuto la benedizione del Mons. Morosini a cui chiediamo in tutta franchezza cosa la Chiesa abbia da spartire con questi tristi e abominevoli spettacoli di sfruttamento).
    • ogni anno lo Stato finanzia con più di 3 milioni di euro lo spettacolo con animali contribuendo alla loro sofferenza;
    • il 24 settembre 2013 il Senato della Repubblica ha approvato, con parere favorevole del Governo, l’Ordine del giorno G9.205 che impegna lo stesso a realizzare “nei prossimi provvedimenti, una riduzione progressiva dei
    contributi, a valere sul Fondo Unico per lo Spettacolo ad esercenti attività circense e spettacolo viaggiante con animali fino a pervenire al completo azzeramento dei contributi ell’esercizio finanziario 2018” e tale impegno non è stato ancora attuato.
    • La legge sul circo del 1968 riconosce alle imprese circensi una “funzione sociale”. Indubbiamente lo spettacolo può essere utile alla collettività, ci riferiamo allo spettacolo umano, ma per essere un’attività “sociale” deve soddisfare le esigenze di un’ampia comunità. Sono invece sempre più numerosi gli italiani che disapprovano l’uso degli animali nei circhi! Noi pensiamo e sappiamo scientificamente che non c’è nulla di educativo in tutto questo e che, oltre ad essere un’ingiustizia nei confronti di animali innocenti, il circo è un insegnamento pericoloso per tutti i bambini che vanno a vederlo.
    • Il circo con animali è fuori dal tempo, anche la Federazione dei Veterinari Europei – FVE, che rappresenta 46 organizzazioni veterinarie in 38 paesi, raccomanda nel documento: ‘FVE position on the use of animals in travelling circuses’ di proibire l’utilizzo di animali esotici nei circhi viaggianti attraverso l’Europa. Nell’accusa verso l’utilizzo di animali nei circhi, FVE riporta anche motivazioni legate alla sicurezza per i frequenti incidenti che possono ferire persone o animali.
    E’ ora che anche l’Italia segua l’esempio di molti paesi europei come il Belgio, l’Olanda, la Grecia, la Croazia, Malta, la Slovacchia e di quanti hanno già proibito o limitato i circhi con animali, come la Catalogna che da poco ha approvato il divieto di usare animali esotici nei circhi: (un provvedimento che apre la strada ad una proibizione nazionale in Spagna). L’obiettivo non è quello di abolire l’attività circense, che fin dall’antichità affascina e diverte persone di ogni età, ma sostenere un circo moderno e sano, fondato sul rispetto per gli individui, e che rappresenti quindi una mera manifestazione delle capacità e abilità che l’essere umano mette volontariamente in gioco. L’unico circo che vogliamo sostenere è quello in cui sono gli uomini ad essere ammirati per la loro performance artistica, senza animali sfruttati al seguito.
    Nei circhi italiani ci sono ancora 2000 animali prigionieri: la maggior parte di loro, come tigri e leoni, sono nati in cattività, mentre altri sono stati importati, spesso illegalmente.
    Rinnoviamo l’invito a non portare i vostri figli a vedere questi tristi spettacoli in cui dietro il superficiale divertimento si cela sfruttamento e negazione della libertà. Non finanziate questi meccanismi di sfruttamento che continueranno ad esistere fino a quando qualcuno pagherà il biglietto d’ingresso. Educate i vostri figli alla compassione e all’empatia, non abituateli a vedere come normale la prevaricazione del più forte sul più debole, non abituateli a deridere chi è sottomesso e sfruttato, non abituateli a tollerale l’intollerabile! Sarete artefici della nascita di un mondo migliore.
    La crudeltà verso gli animali è tirocinio della crudeltà contro gli uomini. – Publio Ovidio Nasone (43 a.c.-17/18 d.c.)