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    Reggio – Circo con animali, WWF: ”Stop a questo genere di spettacoli”

    Il WWF Provincia di Reggio Calabria condivide le ragioni degli animalisti, che con mobilitazioni e proteste si sono opposti alla presenza in città di un Circo che ancora presenta “spettacoli” con animali, privati del motivo per cui hanno motivo d’essere ovvero contribuire al perfetto equilibrio naturale nel luogo in cui la natura l’ha destinato a vivere, privati della liberta’ di seguire il proprio istinto, costretti a vivere in detenzione per la maggior parte del suo tempo all’interno di gabbie, è segnata da violenze, spazi ristretti, catene e fruste. Per il WWF in una società civile, pratiche che ledono la dignità degli esseri viventi creando dolore, paura e privazione della libertà, non sono accettabili.
    Il WWF Provincia di Reggio Calabria, considerate le leggi vigenti:
    l’articolo 9 della legge 18 marzo 1968. n. 337 (Disposizioni sui circhi equestri e sullo spettacolo viaggiante) prescrive ai comuni di compilare un elenco delle aree disponibili per le installazioni dei circhi, delle attività dello spettacolo viaggiante e dei parchi di divertimento e conferisce al regolamento comunale la competenza a concedere suddette aree;
    la Dichiarazione universale dei diritti degli animali proclamata il 27 gennaio 1978 a Bruxelles, all’articolo 4 recita: “Ogni animale che appartiene a una specie selvaggia ha il diritto di vivere libero nel suo ambiente naturale terrestre, aereo o acquatico e ha il diritto di riprodursi; ogni privazione di libertà, anche se a fini educativi, è contraria a questo diritto”, e all’articolo 10: “nessun animale deve essere usato per il divertimento dell’uomo; le esibizioni di animali e gli spettacoli che utilizzano degli animali sono incompatibili con la dignità dell’animale”;
    la legge 7 febbraio 1992, n. 150 – Disciplina dei reati relativi all’applicazione in Italia della convenzione sul commercio internazionale delle specie animali e vegetali in via di estinzione firmata a Washington il 3 marzo 1973, di cui alla legge 19 dicembre 1975, n. 874, e del regolamento (CEE) n. 3626/82 e successive modificazioni, nonché norme per la commercializzazione e la detenzione di esemplari vivi di mammiferi e rettili che possono costituire pericolo per la salute e l’incolumità pubblica) ha istituito, presso il Ministero dell’ambiente, la Commissione scientifica per l’applicazione della Convenzione sul commercio internazionale delle specie animali e vegetali in via di estinzione (CITES), che ha stabilito i criteri generali e i requisiti minimi per la detenzione di animali esotici nei circhi e mostre itineranti, in funzione della tutela del loro benessere;
    la CITES, nell’emanazione delle linee guida di indirizzo per il mantenimento di animali presso circhi e mostre itineranti, ha sottolineato che “le indicazioni inerenti i requisiti minimi non devono essere considerate come una giustificazione o invito a mantenere determinate specie nei circhi. In particolare, si raccomanda che in futuro non vengano più detenute le specie in via di estinzione o il cui modello gestionale non è compatibile con la detenzione in una struttura mobile quali: primati, delfini, lupi, orsi, grandi felini, foche, elefanti, rinoceronti, ippopotami, giraffe, rapaci “;
    la legge 20 luglio 2004, n. 189 (Disposizioni concernenti il divieto del maltrattamento degli animali, nonché di impegno degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate) punisce chiunque maltratti gli animali, anche contravvenendo alle loro caratteristiche etologiche.
    Rilevato che:
    molte amministrazioni comunali hanno approvato apposito regolamento per le attività di spettacolo viaggiante, disponendo che nel territorio comunale non siano più accolti spettacoli di intrattenimento pubblico o privato con uso di animali di specie selvatiche ed esotiche individuate dalla CITES;
    Poco tempo fa il Comune di Milano si è mosso con una mozione votata all’unanimità dal Consiglio Comunale, in cui si invita il Sindaco “a non rilasciare autorizzazioni per spettacoli circensi in cui si usano e si sfruttano, contro natura, gli animali”.
    Chiede al Comune di Reggio Calabria, amministrata dal Sindaco Falcomatà, competente per territorio:
    •    A non rilasciare autorizzazioni sul loro territorio Comunale per spettacoli circensi in cui si usano e si sfruttano, contro natura, gli animali;
    •    A sollecitare il governo a vietare, con legge statale, l’uso di animali negli spettacoli circensi in Italia (“come già accade in altri Stati, compresi Inghilterra e Francia”);
    •    A sollecitare lo Stato a concedere i contributi statali per i circhi solo nel caso essi non usino animali;
    •    A creare le condizioni affinché tutta la popolazione venga meglio informata sulla materia e venga sensibilizzata tutta l’opinione pubblica a disertare spettacoli che fruttano gli animali;
    •    A dotarsi di apposito Regolamento Comunale per la tutela ed il benessere animale.
    •    A modificare di conseguenza le condizioni di attendamento circhi all’interno del regolamento per la tutela degli animali.