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    Ospedale Reggio, le criticità restano: infermieri, OSS e struttura vecchia

    Le criticità che permangono sono tantissime. Gli infermieri hanno i contratti scaduti, per i cinque anni di piano di rientro non è mai stato assunto nessuno. Sono 30 gli infermieri a tempo determinato che hanno contratti scaduti e che sono stati rinnovati. Adesso stiamo cercando una soluzione assieme alla struttura commissariale per un utilizzo temporaneo di altre figure professionali perché non possiamo andare avanti cosi, dice il Dg Benedetto. “Inoltre ci siamo dovuti adeguare alle legge 161 della Comunità Europea che ci obbliga a dei turni che prevedono un certo tipo di riposi. Una legge giustissima che andava applicata tantissimi anni fa e che noi abbiamo recepito. Siamo in una condizione in cui abbiamo identificato il fabbisogno della nostra azienda con tanto di atto deliberativo trasmesso al Commissario che lo ha portato al tavolo tecnico nazionale romano. Siamo in attesa di sapere quanto di questo ci verrà accettato. Noi avremo bisogno di 289 persone, non credo che arriveranno tutte, ma qualcosa dovranno darci perché, se dobbiamo applicare la legge comunitaria, lo Stato non ci può lasciare con due infermieri a reparto che si ammazzano per trenta malati. Non ce la facciamo più su questo. Gli infermieri hanno perfettamente ragione”. Poi c’è il problema dei precari. “So che c’è in atto uno stato di agitazione da parte di alcuni di loro. Noi, spiega Benedetto, dal primo momento abbiamo cercato di intervenire per la stabilizzazione che è un diritto di legge ed è da realizzare, secondo la legge Balduzzi, entro il 2018.  Dei 50 posti che ci erano stati autorizzati, abbiamo riservato il 50% ai precari, quindi 25 occupati e 25 riservati alla stabilizzazione. Ma i nostri precari sono 40 e il DCA emanato dalla struttura commissariale prevedeva che entro 60 gg bisognava iniziare le procedure. Noi lo abbiamo fatto per i 25 a disposizione. Non posso procedere per 40 se le regole sono queste. Magari potessi farlo! Intanto iniziamo le procedure concorsuali che richiederanno tempi lunghi perché prevedono tre prove.  Quando arriveranno gli altri posti disponibili per gli infermieri della 161, noi prevedremo la parte mancante dei 40. Quindi puntiamo tutti alla stessa cosa, cioè sanare la posizione di persone che meritano e hanno diritto”.

    Altra criticità importante riguarda gli OSS, gli operatori socio- sanitari, figure tecniche di supporto infermieristico la cui attività, volta al soddisfacimento dei bisogni primari della persona ed al garantire il benessere psico fisico e sociale, consiste nell’aiuto igiene personale, vestizione, deambulazione, eliminazione urinaria e fecale, somministrazione pasti, effettuazione di piccole medicazioni, aiuto per la corretta assunzione della terapia orale, attività di supporto infermieristico. “Abbiamo fatto un bando per 30 unità in mobilità ma ne sono arrivati solo 7 perché le aziende di provenienza non hanno dato il nulla osta”, dice il Direttore Generale. “Ognuno se li tiene stretti e noi adesso dobbiamo bandire i concorsi. In tutti questi anni non è stato assunto neppure un OSS, come si fa a lavorare senza? Noi siamo l’unico caso di ospedale in Italia senza OSS, nessuno in precedenza li ha mai richiesti, noi invece ne abbiamo chiesto 80, ce ne hanno concessi 30 ma ne sono arrivati 7. Bandiremo il concorso per 23 ma ci vorrà tempo e le strutture adeguate per svolgerlo perchè arriveranno migliaia e migliaia di domande”.

    L’altro problema è quello relativo alla pulizia. Quando è stata fatta la gara l’ospedale aveva un numero di unità operative diverso da oggi. Si è ingrandito nel frattempo e si deve rifare il capitolato che adesso è insufficiente. Bisogna ampliarlo e tenendo conto che la gara è scaduta è stato chiesto alla SUA di farla secondo in nuovo capitolato un anno e mezzo fa ma la Stazione non la esita perché, anche lì, sono in pochi per gestire l’intera regione e il 90% delle pratiche non riescono a portarle avanti.

    Sala Mortuaria. “Abbiamo appaltato la nuova, una storia che si procrastinava da anni. Ma ci vorrà del tempo per poterla realizzare com’è ovvio. Quella del Morelli è invece completata, stiamo aspettando l’arrivo degli arredi” assicura Benedetto.

     

    L’ospedale è vecchio. Non ha l’antincendio, la struttura è vetusta, non si possono realizzare i percorsi necessari, del pulito, dello sporco, quello operatorio. L’ospedale è stato progettato negli anni ‘30 e integrato nel ‘50 e nel ’70. Le normative di allora non sono riconducibili nelle normative attuali. Ci vuole il nuovo ospedale la cui area è stata individuata anche dalla Giunta Comunale nella zona sud adiacente all’attuale presidio Morelli. “Questo è già un grandissimo passo. Noi, dice il Dg,  abbiamo già pronto il bando europeo per la progettazione della nuova struttura che dovrà contenere 600 posti letto e dovrà essere dotato di tutti i confort e delle tecnologie avanzate. Nei progetti la cosa più importante è mettere la prima pietra altrimenti non si realizzeranno mai. In questo momento siamo i primi in Calabria, rispetto alle altre città, in quanto a procedure avviate e pronte. Teoricamente nel 2017 siamo pronti per partire con la costruzione”.

    Marina Malara