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    Nella difficile situazione dei call center italiani, System House conferma la correttezza del proprio operato e la volontà di investire nel territorio

    La System House srl ribatte punto su punto ad alcuni articoli usciti sulla stampa nazionale che la chiamano in causa polemicamente. L’azienda reggina, che da più di trent’anni crea opportunità di lavoro per centinaia di giovani in un territorio difficile come quello calabrese, non ci sta a essere etichettata secondo quelli che sembrano essere i luoghi comuni prevalenti su call center e imprese meridionali, vedendo mettere in discussione anni di investimenti e a rischio tanti posti di lavoro con contratti a tempo indeterminato che ha posto in essere non solo negli ultimi tempi. In un periodo di grande crisi del settore, in cui campeggiano sulle pagine dei giornali nazionali le lotte di persone che vengono licenziate, e purtroppo quando si tratta di licenziare non si capisce perché si toccano troppo spesso città del meridione, System House proprio da quel meridione da cui altri vanno via continua invece a investire, andando in controtendenza e chiedendo il giusto rispetto per il proprio lavoro e per le centinaia di persone, nella maggior parte giovani, che costituiscono il suo valore aggiunto.
    Nello specifico di quanto pubblicato da un autorevole giornale nazionale, in merito alle recenti gare di appalto con Enel e Poste Italiane e ai licenziamenti posti in essere da alcuni competitor sui quali direttamente è stata tirata in ballo, tiene a precisare, tra le altre cose, che “le gare non sono state aggiudicate alla System House srl, bensì a distinti R.T.I. di cui fanno parte più società” e non agli importi indicati che risultano “dati oggettivi non veritieri in quanto inferiori”. Il criterio di aggiudicazione inoltre ha tenuto conto in maniera determinante delle capacità e competenze dimostrate, con una graduatoria in base al punteggio ottenuto in ambito tecnico-operativo, con un peso rilevante per la componente tecnica. Ribadendo che si tratta di un’azienda sana e certificata sotto ogni aspetto che da oltre 30 anni si distingue per serietà, qualità del lavoro e dei servizi erogati con la “massima regolarità fiscale e contributiva e con il massimo rispetto delle regole che tutelano il rapporto di lavoro”.
    In merito all’accostamento alla vicenda dei licenziamenti di altri competitor, spiega che non vi è corrispondenza numerica tra i numeri indicati come risorse in esubero nei call center Gepin e Almaviva (500 e 3000) e i numeri indicati relativi alle risorse per i lotti dei bandi di gara oggetto di aggiudicazione.
    Nel corso degli anni l’azienda fondata dall’ing. Agostino Silipo è riuscita grazie alla qualità del lavoro svolto da centinaia di giovani a guadagnarsi la fiducia di importanti colossi nazionali come NTV, Telecom, Anas, Poste Italiane ed Enel che solo due anni fa ha fatto venire in riva allo Stretto i suoi principali top manager nazionali proprio per premiare l’attività svolta dal team dell’azienda di Reggio Calabria nella gestione delle attività di Customer Care, Back Office e Supercaring dei clienti di Enel Energia. Ai successi “sul campo” si sono affiancati riconoscimenti “ufficiali” importanti come il Premio nazionale “Imprese per Innovazione Andrea Pininfarina” consegnato direttamente dal ministro Stefania Giannini nelle mani di Raffaele Silipo, responsabile controllo e processi di System House, e studi prestigiosi come quello della britannica “Plimsoll”, uno dei principali provider mondiale di analisi finanziarie di settore che l’ha classificata tra le migliori aziende italiane.
    System House con il suo fondatore, l’ing. Silipo, conferma quindi la correttezza del proprio operato: «Abbiamo sempre agito nel rispetto delle leggi, senza delocalizzare per vincere la concorrenza ma investendo sul territorio. Mentre ci auguriamo si trovi una soluzione a tutte le drammatiche crisi lavorative attuali, senza fare distinzioni tra lavoratori di serie A e di serie B, rispondiamo alle polemiche continuando il nostro lavoro per dare un futuro a tanti giovani che si impegnano con professionalità». Un’azienda nata in un territorio difficile con la volontà di rappresentare un riferimento stabile, diversamente da altre imprese “mordi e fuggi” e che oggi vede circa quattrocento posti di lavoro a rischio. Il loro futuro ruota attorno a gare che, ribadisce, sono state vinte rispettando tutte le regole e sulle quali, spera, non verranno operate da nessuno forzature e ingerenze non previste dalle leggi vigenti e a discapito della System House, dei propri lavoratori e investimenti.