• Home / CITTA / Catanzaro / Fratelli d’Italia Catanzaro su referendum: “Esercitare il voto significa essere Cittadini”

    Fratelli d’Italia Catanzaro su referendum: “Esercitare il voto significa essere Cittadini”

    Fratelli d’Italia Catanzaro, non intende semplicemente manifestare la propria adesione alle ragioni del SI, ma si pone l’obiettivo, di provare ad informare i cittadini catanzaresi sulle ragioni per le quali sia giusto andare a votare e scegliere il SI, il prossimo 17 aprile.

    Sono obiettivamente due le cose che ci hanno preoccupato in questa vicenda, la prima riguarda l’invito a non andare a votare il referendum, rivolto dal Presidente del Consiglio agli italiani (a cui si sono aggregati illustri ed autoreveli personaggi delle Istituzioni, ultimo dei quali il sig. Napolitano) e la seconda la assoluta disinformazione che ha accompagnato questo referendum.

    L’invito a non andare a votare, non solo dimostra l’assoluta mancanza di spirito democratico del Presidente del Consiglio dei Ministri (nominato) e degli esponenti del Partito “NON” Democratico, quanto lede l’essenza di ogni cittadino italiano. Come ricordava qualche giorno fa il presidente della Corte Costituzionale, “Esercitare il voto significa essere cittadini”.

    La preoccupante disinformazione che abbiamo registrato rispetto alle ragioni del voto, rappresenta l’altro aspetto inquietante di questa vicenda. Dimostrazione ovvia di come purtroppo nel nostro “Bel Paese” l’informazione sia in mano alle lobby di potere e di come la cattiva politica riesca a farsi breccia in tale collaudato sistema. Per fortuna a smuovere le acque è intervenuta la magistratura con l’indagine che guarda caso ha portato alle dimissioni del Ministro Guidi. Speriamo che i giudici siano veloci ad emettere la sentenza!

    In Italia sono attualmente in essere 66 concessioni per lo sfruttamento dei giacimenti marini di cui 45 oltre le 12 miglia e 21 entro tale limite (ovvero quelle interessate dal referendum).

    Innanzitutto è bene sapere che i cittadini sono chiamati a decidere se abrogare l’art. 6 comma 17 del decreto legislativo 152/06, denominato Testo Unico sull’ambiente (emanato nel terzo govero Berlusconi), così come modificato dal comma 239 dell’art. 1 dellaLegge 28.12.2015 n. 208 (cd legge di stabilità) voluta dal governo Renzi solo nella parte in cui, ha previsto la possibilità di concedere alle compagnie petrolifere di sfruttare i giacimenti, non più per un periodo limitato (come previsto all’atto dell’ottenimento della licenza) ma sino all’esaurimento degli stessi.

    In pratica, il buon governo Renzi, senza spiegarne le ragioni, ha inteso concedere un diritto di sfruttamento dei giacimenti senza nessun limite, quindi potenzialmente anche per un lunghissimo periodo di tempo, di fatto andando contro gli intendimenti posti a base del recente accordo sul clima raggiunto a Parigi.

    Tale decisione è stata bocciata a seguito della iniziativa referendaria di 9 regioni, sia dalla Corte Costituzionale sia dalla Corte di Cassazione, le quali, nelle loro rispettive attribuzioni hanno evidenziato come nessuna concessione di un bene dello Stato può essere affidata ad un privato senza limiti di tempo.

    I dati su cui ad avviso di Fratelli d’Italia non c’è stata informazione (ovvero la stessa è stata distorta), sono i seguenti:

    1. Dalle piattaforme presenti entro le 12 miglia viene estratto gas e petrolio. Quanto estratto soddisfa il fabbisogno nazionale rispettivamente dello 0,9% per quanto riguarda il petrolio e del 3% per il gas. Questo comporta che la chiusura delle piattaforme non ci porterà in una situazione di pericolo o di difficoltà, ben potendo tale fabbisogno essere soddisfatto con altre sostanze energetiche.
    2. Non tutto il petrolio ed il gas che viene estratto da tali piattaforme va a beneficio del nostro fabbisogno energetico essendo, parte di esso, venduto dalle compagnie petrolifere ad altri paesi. Inoltre è bene sapere che queste non pagano allo Stato Italiano ogni grammo di petrolio o metro cubo di gas che estraggono, in quanto, sono tenute a pagare il prodotto estratto esclusivamente dopi gli 80 milioni di metrocubi di gas e le 50 mila tonnellate di petrolio. Questo significa che laddove decidessereo di estrarre solo tali quantità, l’Italia non avrebbe alcun vantaggio economico per lo sfruttamento di tali giacimenti e conseguentemente gli italiani non trarrebbero alcun beneficio. Nel 2015 le compagnie petrolifere che hanno le concessioni oggetto del referendum,hanno pagato le royalties solo per 5 che estraggono gas e per 4 di petrolio, le altre non hanno versato nulla.
    3. Se dovesse vincere il sì non si avrebbe alcuna chiusura immediata delle piattaforme, in quanto queste continuerebbero adesistere e produrre sino alla data naturale di scadenza delle licenze, alcune delle quali arrivano addirittura al 2030. Quindi non si avrebbe alcun problema di tipo occupazionale diretto ed immediato. A tal proposito, si deve evidenziare che gli attuali lavoratori (e molti altri di più) potrebbero essere reimpiegati laddove questo governo, programmasse una efficace politica di sfruttamento delle fonti di energia rinnovabile. Inoltre per come più volte segnalato non solo il settore e già in crisi, quanto i lavoratori che vi operano sono a rischio licenziamento anche laddove la legge non venise abrogata.
    4. Lo Stato finanzia il settore degli idrocarburi con 2,1 miliardi di euro all’anno, soldi chealmeno in parte, potrebbero essere destinati a creare nuove opportunità di lavoro per i lavoratori di tale comparto ed in altra parte essere reinvestiti in sviluppo e ricerca di nuove energie.
    5. La dismissione delle trivelle non avrà alcun impatto ambientale, le compagnie petrolifere sono, infatti, obbligate per contratto a smantellare gli impianti in totale sicurezza, ripristinando la situazione preesistente. Inoltre non aumenterà il numero delle petroliere in circolo nei nostri mari, visto che, se in futuro si decidesse di comprare petrolio ci sarebbero le stesse navi di quelle che attualmente vengono utilizzate per trasportare il greggio che viene estratto dalle piattaforme. Anzi, paradossalmente le operazioni di dismissione creerebbero numerosi posti di lavoro.

    Queste sono le informazioni più importanti anche se non rappresentano il quadro completo della situazione. Per queste ragioni,Fratelli d’Italia invita i catanzaresi a informarsi il più possibile auspicando al contempo che tutti vadano a votare, perché è inutile fare demagogia su chi governa se poi quando si ha la possibilità di decidere si rimane chiusi nella propria casa.

     

    Il Portavoce di Catanzaro

    Dario Gareri