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    Reggio – Sottosegretario Lotti: “Referendum, sfida degli italiani per il cambiamento”

    di Grazia Candido – “Sì a un’Italia moderna. Riforme costituzionali e referendum: la sfida per un Paese migliore”. Questo l’argomento affrontato stamane nella sala “Federica Monteleone” di palazzo Campanella, durante l’iniziativa patrocinata dalla Presidenza del Consiglio regionale della Calabria ed organizzata dall’associazione “Laboratorio Da Sud – per il cambiamento” che ha voluto aprire un confronto sul tema del prossimo referendum che, in autunno, coinvolgerà i cittadini italiani per la conferma della riforma della Costituzione, approvata in via definitiva dal Parlamento. Coordinati da Giulia Larosa, componente del “Laboratorio Da Sud”, si sono confrontati il Governatore Mario Oliverio, il presidente del Consiglio regionale della Calabria Nicola Irto, il sindaco Giuseppe Falcomatà e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Luca Lotti. Per tutti i relatori “la tanto attesa riforma della Costituzione si prefigge l’obiettivo di modernizzare e sbloccare l’Italia paralizzata da una crisi economica, sociale e istituzionale che dura ormai da decenni”. Ne è convinto il sottosegretario Lotti che “in questa due giorni, è stato ribadito quanto sia importante la Calabria per questo Governo. Ieri a Mormanno, per l’abbattimento dell’ultimo diaframma del cantiere della Salerno-Reggio Calabria, non è stata una passerella ma è stato sancito da parte del premier Renzi il concreto impegno di una politica che porterà a termine tanti altri progetti per questa terra. Tutto ciò si inserisce in quell’ampio progetto di riorganizzazione delle nostre istituzioni”. Il sottosegretario che, tra le altre cose, ieri ha tenuto a battesimo la Consulta dei sindaci del Partito democratico (il terzo organismo collegiale del partito guidato dal segretario regionale Ernesto Magorno), ha ribadito la necessità di “votare sì al referendum. “E’ una sfida e lo sappiamo bene – continua Lotti – ma è importante perché non si deve votare sì solo per risparmiare 315 stipendi di senatori o per abolire le province ma perchè questa riforma ridà credibilità alla nostra politica e testimonia che ci sono uomini che sanno rimettersi in gioco. Vorrei che arrivassimo ad ottobre preparati: questo non é un Referendum pro o contro Renzi, pro o contro il Governo ma é una sfida degli italiani per il cambiamento”.
    Sulla stessa lunghezza d’onda il Presidente Oliverio che si sofferma sulla “riforma costituzionale che ha rimarcato meglio la divisione tra Stato e Regione. E’ un atto di fondamentale importanza per mettere il Paese al passo con l’Europa e ridisegnare dal punto di vista costituzionale un’Italia moderna, capace di definire i rapporti tra i diversi modelli istituzionali. Un impegno costante per la costruzione della democrazia nel nostro Paese. Certo, è necessario che le Regioni siano ripensate: bisogna fare un bilancio perchè in questi anni, sono state trasformate in strumenti di gestione”.
    Il presidente del Consiglio Irto focalizza invece l’attenzione su un punto dolente di questa Regione: le infrastrutture. “E’ un problema che ci portiamo dietro da molti anni e quando finirà il cantiere dell’A3, il Governo non chiuderà le valigie e andrà via ma manterrà il suo impegno preso con questa terra. Intanto, la Regione rilancerà i tre aeroporti calabresi e ha messo già in campo delle idee per il piano regionale dei trasporti e per quello dei rifiuti. Stiamo cercando di dare credibilità alla politica, ai consigli regionali – conclude Irto – e il Ddl Boschi approvato in prima lettura al Senato, (che reca disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del Titolo V della parte seconda della Costituzione), è un primo segnale della voglia di cambiamento e della capacità di rispettare gli impegni presi con i cittadini. Le Regioni sono arrivate ad un punto cruciale: o vivono o muoiono”.
    Il primo cittadino Falcomatà si sofferma invece sulla “città Metropolitana anche questa una grande sfida ed è l’ultima grande opportunità per il nostro territorio. Finalmente, 97 comuni governano il territorio e saranno i veri protagonisti. Naturalmente, – conclude il sindaco – la città metropolitana non risolverà tutti i problemi del territorio ma oltre ad unire i Comuni, è una chance per tutta la Calabria. Faremo sistema con le altre città d’Italia e d’Europa”.