• Home / CITTA / Reggio – Internetmania al Circolo del Tennis “Polimeni”

    Reggio – Internetmania al Circolo del Tennis “Polimeni”

    Quando Internet, i cellulari e gli “aggeggi elettronici” diventano mania, nevrosi, “droga”.

    E’ il tema che verrà dibattuto al Circolo del Tennis “Polimeni” alle ore 18.30, mercoledì 16 marzo, nella Sala “Il Giardino di Benedetta”, in occasione della presentazione del libro “INTERNETMANIA” – Effetti e dipendenze – del giornalista e scrittore reggino Nando Minnella con note di Graziella Saffioti, Eugenia Genna e Nino Mallamaci.

    L’autore mette in evidenza tutte le contraddizioni, ma anche gli aspetti positivi e i vantaggi ineguagliabili che ha questo mezzo di comunicazione su scala planetaria, unico nella storia dell’umanità, che ormai governa tutti i nostri comportamenti, le nostre vite, i nostri immaginari collettivi, tanto da diventare un prolungamento del nostro cervello, dei nostri sensi, e che ha messo in Rete miliardi di persone di ogni credo, razza, ceto sociale, annullando spazio e tempo.

    INTERNETMANIA affronta il tema attualissimo del controverso uso delle tecnologie digitali e del mondo della comunicazione oggigiorno dominato dalla connettività.

    Un’analisi a tutto campo, un controcanto all’”isteria del Web”, ai social FB, Twitter, Instagram, che ci vengono sbattuti in faccia ogni istante della nostra vita: dal tempo libero al lavoro, dagli impegni sociali alle relazioni, dagli affari agli affetti.

    E’ uno sguardo critico, scevro da pregiudizi, condito di vis polemica, talvolta scomodo, “domandante” e dissidente. Minnella porta in superficie i mutamenti antropologici, le dipendenze, gli effetti a livello psicologico, cognitivo e comportamentale dell’uso-abuso – soprattutto da parte della web-generation – degli aggeggi elettronici e di Internet, evidenziando allo stesso tempo, i benefici innegabili, i cambiamenti sociali e le immense potenzialità che la rivoluzione digitale ha portato.

    “Il focolare elettronico” da mezzo di comunicazione e informazione sociopolitica, economica e culturale su scala planetaria, è diventato anche altro, un modo d’essere, un prolungamento dei sensi, emozione, ossessione, nevrosi e dipendenza, una sorta di placebo, metafora dei vuoti abissali da colmare, di ciò che ci manca, che è assente, dei baratri dell’animo di questo nostro tecno-presente. E, al contempo, anche intrusione e violazione della privacy, meccanismo di sorveglianza e di controllo, shopping perpetuo on line, commercio dei dati personali degli utenti a livello planetario da parte dei Big-Data, i padroni dell’economia digitale dai profitti miliardari dei vari Google, Apple, Facebook, Amazon & Co.

    Siamo ormai schedati, venduti e comprati in Rete, schierati in postazione, come tanti soldatini tutti in fila per uno con computer e cellulare d’ordinanza, figli “macchinizzati” e patologici di un teledio tecnocrate sempre più automatizzato – androidi, robot, sensori, microvisori, droni, cyborg – gravati da crisi socio-economiche ed esistenziali di questa lunga notte epocale più ricca d’illusioni delle “magnifiche sorti e progressive” che d’altro. Si va verso un futuro da fantascienza: non si fa in tempo a guardarlo in faccia che già (s)cambia la sua maschera insieme alle nostre altalenanti esistenze e identità, in continuo duello tra virtuale e reale, accompagnate dagli acronimi delle nuove fobie e psicopatologie del mondo digitale: IAD (Internet Addiction Disorder – dipendenza da Web); Fomo (Fear of missing out – fobia di essere tagliati fuori), Nomophobia (No mobile phone phobiaangoscia e paura generata dall’assenza del cellulare) e così via.

    Welcome nell’”ergastolo tecnologico”, nel Far West digitale!