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    Referendum contro le trivellazioni, l’appello di Arturo Bova: “Il 17 aprile votate sì!”

    di Marina Malara – Sviluppo economico, salute e ambiente sono solo alcuni degli elementi che vanno considerati e tutelati. Solo alcune delle ottime ragioni  per  fermare le trivelle. Il Consigliere Regionale delegato alla Campagna Referendaria per il referendum abrogativo contro le trivellazioni, del prossimo 17 Aprile, Arturo Bova, ha tenuto una conferenza stampa presso la Sala commissioni del Consiglio Regionale della Calabria per lanciare l’invito al voto e per presentare il logo della campagna referendaria. Alla Conferenza stampa erano presenti il consigliere regionale Gianni Nucera e le associazioni del Comitato No Triv Calabria. Dai primi sondaggi curati da SVG emerge una forbice tra il 35 e il 40 % di cittadini che andranno a votare e questo senza un minimo di campagna elettorale. “Da oggi si entra nel vivo”, ha detto Bova. Quasi tutte le regioni d’italia si sono attivate per raggiungere il quorum. “Noi chiediamo di discutere sulla tematica ambientale anche con quelli che sono per il no. Invitiamo il popolo italiano ad andare a votare si, quindi contro le trivellazioni. Tutto dipende da quello che dirà il popolo e se vincerà il si il governo italiano dovrà revocare quel decreto che ha previsto che la durata delle concessioni dei giacimenti non è più quella prevista al momento della sottoscrizione (30 anni prorogabili fino ad un massimo di 50) ma per tutta la vita del giacimento stesso. Sarebbe questa un’estrazione sine die, senza termine con tutte le conseguenze che ciò comporta. Nel rapporto di Greenpeace emergono dati ministeriali, su 34 piattaforme su 135, che certificano la presenza di due sostanze chimiche tossiche e nocive sopra il livello stabilito dalla legge a causa di questa attività. Sversare queste sostanze in mare è un reato delle compagnie petrolifere che devono essere fermate. Non gli si può consentire di attentare alla nostra vita impunemente. E mancano i dati delle restanti piattaforme. Lo sviluppo oggi punta tutto su turismo, agricoltura e pesca. Non possiamo distruggere il nostro futuro. Ci battiamo anche contro le trivellazioni su terraferma, vedi la valle del Crati. Ci sono mille ragioni etiche e non politiche per andare a votare si al referendum e fermare le trivelle. Invitiamo la gente a votare si”.