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    Caporalato

    Operazioni contro il caporalato e il lavoro nero nella provincia reggina

    Prosegue costante e incisiva l’azione dello Stato a forme di illegalità nei settori della vita economica e produttiva, mirata soprattutto a quegli ambiti dove maggiore è l’impiego di immigrati extracomunitari, anche a tutela della sicurezza sul lavoro e della dignità dei lavoratori.
    Salgono, infatti, a 10 le operazioni interforze di prevenzione e di contrasto al caporalato, al lavoro nero e illegale nella Piana di Gioia Tauro.
    Nell’operazione dello scorso 9 marzo, 5 sono state le aziende agricole controllate nei territori dei Comuni di Varapodio, Rizziconi e Taurianova, di cui una contigua alla consorteria mafiosa “Crea”, operante a Rizziconi.
    Un soggetto è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per avere realizzato una discarica abusiva che è stata sottoposta a sequestro penale; al medesimo, inoltre, sono state elevate sanzioni amministrative per un importo complessivo di € 60.000,00 avendo fatto uso di due pozzi artesiani per attingere dalle acque sotterranee pubbliche e altre sanzioni per violazione della normativa sul lavoro.
    Nell’attività sono stati impegnati circa 30 operatori della Polizia di Stato, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, del Corpo Forestale dello Stato, della Polizia Provinciale e dell’Ispettorato del Lavoro e  sono state controllate 53 persone ed elevate complessivamente 6 sanzioni amministrative.
    Le operazioni sinora svolte, che si inseriscono nel contesto delle misure di contrasto comprese nella Direttiva del Ministro dell’Interno del 23 aprile 2014 denominata “Focus ‘ndrangheta – Piano d’azione nazionale e transnazionale”, hanno riguardato complessivamente 62 aziende agricole e di trasformazione dei prodotti agro – alimentari operanti nella Piana di Gioia Tauro.