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    Operazione Reggioland – Prostitute in città a Reggio (NOMI E VIDEO)

    Nell’ambito dell’operazione odierna denominata Reggioland sono state eseguite  2 ordinanze di custodia cautelare in carcere, 5 agli arresti domiciliari e 5 dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria

    Di seguito in nominativi degli arrestati:

    • ALATI Francesco, 55enne (Custodia Cautelare in Carcere);
    • LOGOTETA Gregoria Liberata, 51enne, coniugata con il predetto Alati (Custodia Cautelare in Carcere);
    • ARMANDINI Francesco, 55enne (Arresti domiciliari);
    • TOSCANO Marco, 23enne (Arresti domiciliari);
    • LOMBARDO Paolo, 62enne (Arresti domiciliari);
    • BARRECA Paola, 55enne (Arresti domiciliari);
    • PAVIGLIANITI Simona, 39enne (Arresti domiciliari).

    Il ruolo principale nell’associazione è quello rivestito dall’Alati, che, in qualità di fondatore, promotore ed organizzatore, si occupava organizzare e dirigere la casa di tolleranza, prendere i contatti con i clienti per le serate “a domicilio”, reclutare prostitute, organizzarne il lavoro ed accertarsi che le stesse non avessero rapporti “affettivi” con i clienti. Con la sua onnipresenza tutelava le donne che si prostituivano, così evitando problemi o rischi per la loro sicurezza personale. Infine, incassava i guadagni, retribuendo il lavoro delle donne e dividendo gli utili. L’Alati era costantemente coadiuvato dalla moglie Logoteta, la quale teneva i contatti con le prostitute, reclutandole ed organizzando le serate, nonché sovraintendendo al buon andamento della casa ed accompagnando le ragazze alle serate esterne.

    Un dipendente “a tempo pieno” dell’associazione era sicuramente il Toscano incaricato di andare a prendere al porto di Villa San Giovanni le prostitute provenienti dalla Sicilia, nonché di “recuperare” i clienti che non riuscivano a trovare la strada, sostituendo all’occorrenza alla reception l’Alati e scortando le ragazze nei servizi “a domicilio”.

    L’Armandini e il Lombardo coadiuvavano genericamente l’Alati nella gestione della casa, anche sostituendolo in caso di assenza, così distinguendosi quali uomini di fiducia.

    Il disegno criminoso messo in atto dall’associazione era principalmente basato sull’esercizio di una casa di prostituzione, il cui punto di forza era rappresentato dalla vasta gamma di offerte sia in termini di tipologia di prestazioni che di ragazze. In linea di massima, le serate organizzate dall’Alati e pubblicizzate alla clientela via sms, si svolgevano due volte a settimana dalle 22.00 in poi. Inoltre, era possibile “prenotare” delle prestazioni sessuali a pagamento su appuntamento anche in orario diurno durante l’arco settimanale. Nel corso dell’indagine è stato possibile appurare che nella casa di prostituzione esercitavano il meretricio 11 donne dell’età compresa tra i 20 e i 50 anni.