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‘Ndrangheta – Cosca Tegano, scarcerati Eddy Branca e Andrea Giungo coinvolti ne “Il Padrino”

2 Marzo 2016
in CITTA, Reggio Calabria
Tempo di lettura: 2 minuti
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La piramide dei Tegano: la nuova struttura del clan dopo l’arresto del boss ”uomo di pace”

Scarcerati Eddy Branca e Andrea Giungo, finiti in manette alla fine del 2014 nell’ambito dell’inchiesta suo clan Tegano denominata “Il Padrino“. Lo ha deciso il gup di Reggio Calabria, Filippo Aragona. Branca e Giungo sarebbero dovuti uscire dal carcere lo scorso 9 dicembre per decorrenza dei termini di custodia cautelare, dopo che gli avvocati Francesco Albanese e Francesco Calabrese avevano sollevato la nullità del decreto. Il pm antimafia Giuseppe Lombardo aveva peró, depositato al gip Domenico Santoro, le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Salvatore Aiello e Mario Gennaro, con lo scopo di dimostrare il ruolo dei due indagati in seno alla consorteria mafiosa nonché la pericolosità sociale. Ed ecco che la Dda ha ottenuto dal gip una proroga dell’ordinanza di custodia cautelare. Nei giorni scorsi inoltre Branca e Giungo hanno affrontato l’udienza preliminare e hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato. Il gup Aragona, però, non ha potuto non constatare come siano trascorsi i termini di fase e che, quindi, i due devono essere immediatamente scarcerati, così come richiesto dalle difese (avvocati Francesco Albanese e Francesco Calabrese per Branca e Francesco Calabrese e Domenico Neto per Giungo). Adesso quindi tornano in libertà due dei personaggi che l’Antimafia ritiene di spicco all’interno del clan di Archi. Branca inoltre, era detenuto in regime di 41 bis. Il genero del boss di Giovanni Tegano è infatti ritenuto l’erede nella gestione degli affari criminali del clan.
“Si può ritenere Edmondo Branca intraneo a pieno titolo dell’associazione ‘ndranghetista contestata, anche in relazione alle condotte consumate per l’agevolazione della latitanza di Giovanni Tegano”. Così veniva definita la figura del genero del boss fermato nell’ambito dell’indagine della Dda. Adesso sia per lui che per Giungo si aprono le porte del carcere. Il gup ha disposto “solo” l’obbligo di dimora nel comune reggino, la presentazione in orari prestabiliti presso gli uffici della Questura e il divieto di espatrio.

Angela Panzera

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