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    Continua la proficua collaborazione tra l’Osservatorio sulla ndrangheta e la prestigiosa università romana nel settore del riutilizzo dei beni confiscati

    Il 14 marzo 2016 alle ore 15:00 alla sede di Via dei Volsci n. 122 (Ex Vetrerie Sciarra) saranno proprio i ragazzi della Cooperativa Nemesis di Reggio Calabria ad intervenire durante una lezione del corso tenuto dal Prof. Luca Ruzza presso il Dipartimento di storia dell’arte e dello spettacolo dell’Università La Sapienza di Roma.

    Da quattro anni a questa parte il Professor Ruzza ha deciso di affrontare il tema delle mafie all’interno del suo corso di Progettazione scenica, attivando uno specifico modulo sui Beni confiscati in collaborazione dell’Osservatorio sulla ndrangheta di Reggio Calabria. Più di un centinaio i progetti di riutilizzo sviluppati in diverse parti d’Italia (Cinisi, Rosarno e Roma).

    Quest’anno gli studenti del prof. Ruzza verranno attivamente coinvolti nelle attività del progetto NEMESIS, realizzato in partenariato tra l’Osservatorio sulla ndrangheta e l’Associazione Sud/archivio stopndrangheta.it di Reggio Calabria e sostenuto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù nell’ambito del Piano Azione e Coesione, Giovani No profit.

    Uno degli obiettivi più importanti del progetto è quello di costruire una mappa organica dei beni confiscati in provincia di Reggio Calabria, un data-base con geolocalizzazione (sul modello di Google Maps), con i dati fornitici dall’Agenzia Nazionale per i Beni Confiscati. In secondo luogo, i ricercatori dell’Associazione Sud analizzeranno una decina di beni confiscati della provincia di Reggio Calabria dal particolare valore simbolico, costruendo un vero e proprio racconto, che ne narra la storia (dalla proprietà criminale all’avvio delle attività sociali o istituzionali) e ne analizza il contesto di riferimento. Queste narrazioni confluiranno poi negli schermi multitouch (nel bene confiscato in cui ha sede l’Ente e in altri luoghi da indentificare) e serviranno per guidare studenti e visitatori in un percorso di approfondimento e di risveglio culturale.

    Gli studenti della Sapienza avranno l’arduo compito di contribuire a strutturare i percorsi multimediali tridimensionali partendo dai dati che raccoglieranno su beni confiscati presenti in Lazio o in altre parte d’Italia. In tal modo, non solo i contenuti si arricchiranno di preziosi spunti provenienti da menti creative e sensibili al tema, ma saremo in grado di dare al progetto stesso e alle attività della Cooperativa NEMESIS un respiro nazionale.

    La Cooperativa è nata nel quadro del progetto e si propone di fornire servizi di consulenza nei confronti di enti interessati ad accedere all’affidamento di un bene in sequestro o in confisca e la creazione di percorsi didattici, servendosi di materiale multimediale come schermi interattivi funzionali al racconto della ‘ndrangheta in ogni sua sfaccettatura. La multisensorialità sollecitata dagli schermi interattivi assicurerà ancora maggiore incisività sul messaggio che vogliamo mandare: il percorso didattico-interattivo diviene, così, uno strumento utile e innovativo e soprattutto capace di garantire un’interiorizzazione maggiore dei contenuti culturali di contrasto alle mafie.

    Il prof. Luca Ruzza ribadisce: “Ancora una volta La Sapienza di Roma si pone all’avanguardia nel cruciale settore del riutilizzo dei beni confiscati in una crescente sinergia con l’Osservatorio sulla ndrangheta. Vent’anni dopo l’entrata in vigore della legge 109/96, la sfida che abbiamo colto è quella di lavorare assieme per capire, conoscere e informare la cittadinanza con il linguaggio delle video-installazioni e dell’arte.”

    Il 14 marzo 2016 alle ore 15:00 alla sede di Via dei Volsci n. 122 (Ex Vetrerie Sciarra) saranno proprio i ragazzi della Cooperativa Nemesis di Reggio Calabria ad intervenire durante una lezione del corso tenuto dal Prof. Luca Ruzza presso il Dipartimento di storia dell’arte e dello spettacolo dell’Università La Sapienza di Roma.

    Da quattro anni a questa parte il Professor Ruzza ha deciso di affrontare il tema delle mafie all’interno del suo corso di Progettazione scenica, attivando uno specifico modulo sui Beni confiscati in collaborazione dell’Osservatorio sulla ndrangheta di Reggio Calabria. Più di un centinaio i progetti di riutilizzo sviluppati in diverse parti d’Italia (Cinisi, Rosarno e Roma).

    Quest’anno gli studenti del prof. Ruzza verranno attivamente coinvolti nelle attività del progetto NEMESIS, realizzato in partenariato tra l’Osservatorio sulla ndrangheta e l’Associazione Sud/archivio stopndrangheta.it di Reggio Calabria e sostenuto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù nell’ambito del Piano Azione e Coesione, Giovani No profit.

    Uno degli obiettivi più importanti del progetto è quello di costruire una mappa organica dei beni confiscati in provincia di Reggio Calabria, un data-base con geolocalizzazione (sul modello di Google Maps), con i dati fornitici dall’Agenzia Nazionale per i Beni Confiscati. In secondo luogo, i ricercatori dell’Associazione Sud analizzeranno una decina di beni confiscati della provincia di Reggio Calabria dal particolare valore simbolico, costruendo un vero e proprio racconto, che ne narra la storia (dalla proprietà criminale all’avvio delle attività sociali o istituzionali) e ne analizza il contesto di riferimento. Queste narrazioni confluiranno poi negli schermi multitouch (nel bene confiscato in cui ha sede l’Ente e in altri luoghi da indentificare) e serviranno per guidare studenti e visitatori in un percorso di approfondimento e di risveglio culturale.

    Gli studenti della Sapienza avranno l’arduo compito di contribuire a strutturare i percorsi multimediali tridimensionali partendo dai dati che raccoglieranno su beni confiscati presenti in Lazio o in altre parte d’Italia. In tal modo, non solo i contenuti si arricchiranno di preziosi spunti provenienti da menti creative e sensibili al tema, ma saremo in grado di dare al progetto stesso e alle attività della Cooperativa NEMESIS un respiro nazionale.

    La Cooperativa è nata nel quadro del progetto e si propone di fornire servizi di consulenza nei confronti di enti interessati ad accedere all’affidamento di un bene in sequestro o in confisca e la creazione di percorsi didattici, servendosi di materiale multimediale come schermi interattivi funzionali al racconto della ‘ndrangheta in ogni sua sfaccettatura. La multisensorialità sollecitata dagli schermi interattivi assicurerà ancora maggiore incisività sul messaggio che vogliamo mandare: il percorso didattico-interattivo diviene, così, uno strumento utile e innovativo e soprattutto capace di garantire un’interiorizzazione maggiore dei contenuti culturali di contrasto alle mafie.

    Il prof. Luca Ruzza ribadisce: “Ancora una volta La Sapienza di Roma si pone all’avanguardia nel cruciale settore del riutilizzo dei beni confiscati in una crescente sinergia con l’Osservatorio sulla ndrangheta. Vent’anni dopo l’entrata in vigore della legge 109/96, la sfida che abbiamo colto è quella di lavorare assieme per capire, conoscere e informare la cittadinanza con il linguaggio delle video-installazioni e dell’arte.”