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    Bombino: “Ecco cosa non va giù a chi mi vuole intimidire”

    Giuseppe Bombino è stato preso di mira da qualcuno a cui non piace il nuovo modo di gestire l’Ente Parco Nazionale d’Aspromonte e le nuove interazioni che si stanno creando attorno a quel territorio montano. Ciò è evidente solo per il fatto che il presidente ha subìto, negli ultimi due anni, ben tre intimidazioni. Anche di questo aspetto abbiamo parlato durante l’intervista che ci ha rilasciato. 

    Presidente, cosa di tutto questo non piace a qualcuno e perché, viste le tante intimidazioni che continua a subire?

    L’aspetto amministrativo e quello politico della gestione dell’Ente, che sembrano disgiunte, qui si ricongiungono. Dal punto di vista amministrativo stiamo ricorrendo a procedure esclusivamente trasparenti e codificate, e non è stato sempre così in passato. E’ finito il tempo del bancomat, quando chi arrivava prendeva tutto quello che c’era. E’ finito l’approccio clientelare basato su logiche personali. Anche il piccolo contributo adesso viene erogato su base di avviso pubblico, si chiede ragione e conto di ciò che si fa. Chi pensava, dunque di essersi accreditato, sulla base di simpatie o contiguità, adesso ha capito che può continuare a lavorare con il Parco solo se ha i requisiti e se risponde alle istanze dell’Ente e non al contrario. Oggi il Parco ha una sua programmazione e una sua identità che va assolutamente seguita in maniera codificata e regolata. Il sistema delle regole evidentemente crea scontento. A questo si aggiunge il lavoro culturale che portiamo avanti. Quando il presidente è presente in ogni angolo sperduto del territorio rappresenta lo Stato che avanza e questo non piace ad alcuni che hanno sempre tratto vantaggio dall’assenza delle istituzioni. I Cartelli posti all’interno dell’area sono stati poco graditi perché affissi in un luogo in cui l’istituzione non veniva riconosciuta. Ma noi andremo avanti in questo senso.

    Marina Malara