Vicenda dei Bronzi ad Expo, chiusa come l’esposizione, ma il critico d’arte Vittorio Sgarbi, in Calabria per alcuni impegni professionali, torna a parlare del loro mancato trasferimento e lo fa a suo modo: “Si può anche dire che io posso essere il primo a ritenere che i Bronzi stiano così importanti che il destino ha attribuito alla Calabria, che è bene che stiano lì, ma allora occorrerebbe che la città fosse preparata per trarne il massimo beneficio”. Senza troppo mascherare il suo pensiero, Sgarbi, sottolinea come la città fosse impreparata ad accogliere gli ipotetici visitatori provenienti dall’Expo. “Siccome l’Expo capita una volta ogni cento anni – continua ancora il critico – il massimo beneficio per me era che le cose più belle d’Italia si facessero vedere per far vedere l’Italia al mondo. Ventidue milioni di persone sarebbero state una buona risposta, almeno quasi come Checco Zalone. Ora se Checco Zalone invece di farlo vedere in 1300 sale lo facessero vedere solo in due sale uno direbbe: ‘Non si capisce perché?’. Allora i Bronzi è lo stesso. È bene che stiano a Reggio, ma se si fossero mossi in quei sei mesi avrebbero dato un’immagine della Calabria diversa da quella della criminalità corrente . Questa era la mia intenzione. Poi non l’hanno capita. Hanno assicurato che sarebbero andati charter che non sono arrivati . Ma quelle teste di…tra cui anche il presidente del Consiglio Nazionale che hanno detto che erano fragili, il loro cervello è fragile. Non sono fragili. Hanno preso in giro il ministro, ma non possono prendere in giro me. Si possono spostare come si spostano i malati, come si sposta mia madre che ha novant’anni. Non sono fragili. Sono belli robusti. Non vuoi spostarli, ma dì che si tratta di una questione politica o di scelta non dire che sono fragili. Sono due guerrieri e possono andare in giro. Se poi si ritiene giusto che stiano lì, va bene, ma ogni trenta anni possono muoversi. Sono più fragili loro di Mattia Preti? E perché?”





