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    Qualità della vita del Sole 24 Ore, Calabria: Reggio ultima, le altre vicine

    di Marina Malara – Rieccoci a combattere con la tradizionale e annuale classifica del Sole 24 ore. Quella sulla qualità della vita in 110 città italiane. Quella che ogni anno ci rende amare le festività natalizie. Quella, per intenderci, che, posto più, posto meno, ci vede sempre agli ultimi posti, con tutte e quattro le province calabresi, accompagnate, ovviamente, da una lunga serie di città meridionali che di uscire dalle secche proprio non ne vogliono sapere. Il dato più sconfortante di quest’anno è che Reggio Calabria è già nominata nel titolone del quotidiano economico più letto d’Italia che recita: “Qualità della vita del Sole 24 Ore: Bolzano prima, Milano seconda a sorpresa. Reggio Calabria ultima”.
    Davvero un privilegio trovarsi già nel titolo, perché quest’anno la città dello Stretto è proprio l’ultima, la peggiore, quella dove si vive proprio male, quella dove nessuno vorrebbe vivere. Reggio Calabria si trova al 110° posto su 110. Non è un bel voto all’università, no. Cerchiamo di capire meglio come fa il Sole 24 ore a stabilire che Reggio è la peggiore città di Italia.  La ricerca anche quest’anno  si snoda attraverso sei aree tematiche (Tenore di vita, Affari e lavoro, Servizi/Ambiente/Salute, Popolazione, Ordine pubblico, Tempo libero) per un per un totale di 36 indicatori con relative classifiche parziali, di tappa e finali. Tra le novità metodologiche il fatto che le province considerate siano salite da 107 a 110, vista la disponibilità di dati statistici anche per Bat (Barletta-Andria-Trani), Fermo e Monza Brianza. La città migliore risulta Bolzano, che ritorna al primato per la quinta volta in 26 anni di ricerca. I suoi punti di forza  sono il tenore di vita e affari e lavoro, con un  tasso di occupazione del 71% contro una media del 56%, solo il 5,7% di crediti in sofferenza, 2600 euro di consumi per famiglia, 700 in più della media nazionale. Buoni risultati anche per l’indice di vecchiaia e la speranza di vita e nel Tempo libero dove è prima per presenze agli spettacoli e nella top ten per sport e spesa dei turisti stranieri. Al contrario, all’estremità opposta, Reggio Calabria, ultima in classifica ha i piazzamenti peggiori nei primi tre capitoli, Tenore di vita, Affari e lavoro Servizi: alta è infatti la quota degli impieghi a rischio (36%), basso il patrimonio familiare medio (193mila euro contro una media di 345mila), la quota di export sul Pil (meno del 2%), la dotazione di asili nido (coperto meno del 2% dell’utenza), pessimo il voto di Legambiente. Andiamo dunque su elementi che toccano tutti i settori, dall’economia al sociale, fino alla cura dell’ambiente che pure avrebbe dovuto essere il cavallo di battaglia. Riguardo ai consumi, basti pensare che una famiglia reggina spende esattamente la metà di quella bolzanina. Buon punteggio solo sull’indice climatico, mentre, in termini di sicurezza e di ordine pubblico vi è quasi un pareggio con Bolzano. Insomma a penalizzare la città sono soprattutto i dati economici e quelli relativi ai servizi.