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    Lo Stretto sotto la polvere dell’Etna. Quali i rischi e come proteggersi?

    Stamattina la città di Reggio Calabria  si è svegliata  sotto una coltre di polvere nera proveniente dalla dirimpettaia Sicilia, dove l’Etna continua a produrre materiale derivante dalla vivace attività stromboliana delle ultime settimane. A Reggio Calabria, così come a Messina, questa nube di polvere lavica sta causando una serie di disagi soprattutto alle persone, che risentono di seri fastidi agli occhi e alla respirazione. La polvere infatti provoca bruciore intenso a contatto con il bulbo oculare e con le mucose.macchina La coltre nera si è depositata su ogni superficie, dai davanzali ai marciapiedi, dalle automobili alle tende per esterno. Camminare all’aria aperta si è rivelato davvero difficile per molti. In realtà, come spiegatoci da uno specialista pneumologo,  la cenere vulcanica non è velenosa, ma la sua inalazione può causare problemi a coloro il cui sistema respiratorio è già compromesso a causa di malattie quali l’asma o l’enfisema. La composizione delle ceneri, molto abrasiva, può causare irritazioni e graffi agli occhi. Coloro che indossano lenti a contatto dovrebbero mettere gli occhiali in occasione di eventi del genere. Inoltre la combinazione di ceneri vulcaniche con l’umidità dell’aria può portare alla formazione di una sostanza simile al cemento che intacca i polmoni. Gli esperti consigliano, se possibile, di utilizzare le mascherine protettive in vendita in farmacia.

    Marina Malara

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