“La nube di polvere nera che ha coperto il cielo dello Stretto di Messina è da mettere in relazione con l’attivazione, durante la serata e la notte di ieri, di una fontana di lava”. Lo ha spiegato a Strill.it la dottoressa Rosa Anna Corsaro, primo Ricercatore dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, sezione di Catania. La Corsaro ci ha illustrato come nelle ultime settimane, a partire dallo scorso 19 ottobre, sull’Etna si è sviluppata una costante attività stromboliana all’interno del cratere Voragine, uno dei quattro crateri sommitali dell’Etna. L’attività consiste in esplosioni di intensità e frequenza variabile, con lancio di bombe incandescenti accompagnato talvolta da cenere vulcanica; in alcuni casi le bombe sono proiettate oltre l’orlo della depressione interna della Voragine e fino a qualche decina di metri sopra l’orlo craterico. La buona visibilità dei giorni 29-30 novembre ha permesso di constatare la presenza di un nuovo piccolo cratere a pozzo sull’alto fianco orientale del cono del Nuovo Cratere di Sud-Est. Si tratta della bocca apertasi durante l’attività stromboliana della settimana precedente. Adesso il fenomeno è rientrato, ha detto ancora la Corsaro. La situazione però è in continua evoluzione e l’Istituto di Catania la tiene sotto stretta osservazione con i di sistemi monitoraggio in dotazione e costantemente attivi.
Marina Malara





