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Reggio – Si apre domani al Cinema Odeon l’Horcynus Festival

10 Novembre 2015
in CITTA, Reggio Calabria
Tempo di lettura: 3 minuti
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Si inaugura domani alle 20.30 al Cinema Odeon di Reggio Calabria l’Horcynus Festival 2015 – winter edition. Un’apertura a ingresso libero e all’insegna della settima arte, con tre giorni di dibattiti e proiezioni gratuite dedicati al post documentarismo, per l’evento a cura della Fondazione Horcynus Orca, in collaborazione con l’Università Mediterranea e il Circolo del Cinema “Charlie Chaplin ( POR Calabria 2007-13. Linea d’intervento 5.2.3.1. Eventi culturali a sostegno della qualificazione e del rafforzamento dell’attuale offerta culturale presente in Calabria).

Il primo appuntamento è interamente dedicato al decennale del Premio Internazionale “Maurizio Grande” per la critica e la saggistica cinematografica, con cui il Circolo “Charlie Chaplin” ricorda ogni anno lo studioso calabrese prematuramente scomparso, docente di Semiologia dello spettacolo all’Università della Calabria e di Storia del cinema all’Università di Siena e di Paris-8, premiando l’eccellenza nel campo degli studi filmologici e storici italiani e francesi. Quest’ anno il riconoscimento viene conferito, per la sezione francese, a Benoit Turquety, assistente nella sezione di Storia ed Estetica del Cinema dell’ Università di Losanna, e, per la sezione italiana, a Ivelise Perniola, docente di Storia e Critica del Cinema e Cinematografia documentaria all’Università Roma Tre. Intervengono alla cerimonia di consegna, in programma alle 20.30 al Cinema Odeon, i docenti universitari e critici cinematografici Gioia Costa, Enrico Magrelli, Jean Paul Manganaro, Piero Montani, Jean Louis Comolli.

A seguire, la proiezione di “Taxi Teheran”, esempio di film-documentario girato e interpretato in Iran da Jafar Panahi, regista censurato in patria. La pellicola, Orso d’oro come miglior film  al Festival di Berlino 2015, è stata girata grazie a una telecamera incorporata in un telefonino, fissa sui passeggeri di un taxi che attraversa le strade di Teheran. Ne è venuto fuori uno spaccato crudo e al tempo stesso irresistibile dell’Iran e di tutte le sue contraddizioni.

 

Mercoledì l’Horcynus Fest si sposta al Dipartimento di Architettura dell’Università Mediterranea. Alle ore 18.00 nell’Aula Magna, in collaborazione con l’associazione di magistrati AREA, la proiezione del film “Anime nere” di Francesco Munzi e il dibattito in sala con Gioacchino Criaco, autore del romanzo e co-sceneggiatore, ma anche con il magistrato Roberto Lucisano, il giornalista dell’ANSA Paolo Diano e il sindaco di Riace Domenico Lucano.

 

Giovedì, sempre nell’Aula magna di Architettura, alle ore 18.00 la proiezione di “Segreti di Stato” di Paolo Benvenuti. La pellicola, presentata in concorso nel 2003 alla Mostra del Cinema di Venezia, offre una ricostruzione non ufficiale della strage del I maggio 1947 a Portella della Ginestra, la prima dell’Italia Repubblicana, in cui morirono 11 operai e ci furono vari feriti gravi. Fu condannata per quell’eccidio la banda di Salvatore Giuliano. La storia del film parte dal processo che si è svolto nel 1951 a Viterbo e dalle indagini di un avvocato che cerca la verità.

“Il primo a parlarmi della strage di Portella della Ginestra fu Danilo Dolci nel 1996 – racconta il regista Paolo Benvenuti –. Durante la sua detenzione nel carcere dell’Ucciardone di Palermo, in cui era finito per aver capeggiato uno sciopero di contadini affamati, avvicinò gli uomini della banda di Salvatore Giuliano e li intervistò. Iniziò così una ricerca sistematica che lo condusse ad ascoltare per anni testimoni, vittime della strage e quanti avevano visto cose che non avrebbero mai dovuto vedere. Non conoscevo nulla della Sicilia del Dopoguerra, del Separatismo, delle lotte contadine, del banditismo, degli intrighi politici, dei morti ammazzati. Quello che si andava svelando – continua Benvenuti – era una storia di legami inconfessabili tra criminalità organizzata e politica, tra pezzi dello Stato italiano agli albori della Repubblica e il banditismo efferato e sanguinario. Prima di morire, Dolci mi fece promettere che ne avrei tratto ‘un film semplice, alla portata di tutti, perché gli italiani devono sapere che Portella della Ginestra è la chiave per comprendere la vera storia della nostra Repubblica. Le regole della politica italiana di questo mezzo secolo sono state scritte con il sangue delle vittime di quella strage’. Il film è nato da quella promessa”.

 

 

 

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