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Decreto Reggio, il centrodestra a Falcomatà: “Chieda i danni al governo”

7 Novembre 2015
in CITTA, Reggio Calabria
Tempo di lettura: 3 minuti
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Conferenza Centrodestra decreto Reggio

Conferenza Centrodestra decreto ReggioRidare importanza e la centralità originaria al Decreto Reggio, su questi concetti si è basata la conferenza stampa organizzata questa mattina dal movimento Reggio Futura. I fondi tagliati dal governo e i pericoli di nuove rimodulazioni le minacce da allontanare, come dichiarato dal dirigente Alessandra Bordini: “Reggio Calabria vive un periodo di forte contrazione, questo perchè tutte le opere previste dal Decreto Reggio sono bloccate. I grafici mostrati oggi parlano chiaro (il quadro degli investimenti è nettamente calato negli ultimi tre anni, ndr), si tratta di dati ufficiali, non smentibili o trascurabili. Bisognerebbe riavviare i cantieri, programmare nuove opere, chiediamo questo tipo di interventi al sindaco Falcomatà”. Bordini si interroga sulla visione strategica dell’attuale amministrazione, il flusso economico che il Decreto Reggio potrebbe garantire è rimasto bloccato: “Come può un sindaco che dovrebbe avere a cuore le sorti di una città non pensare a questi problemi, perdendo la preziosa occasione di sfruttare le possibilità che il Decreto Reggio offre? Il pensiero di Reggio Futura è che Falcomatà dovrebbe chiedere un risarcimento danni al governo nazionale per i tagli imposti al decreto, lo faccia per coerenza e per il bene di Reggio Calabria”.

L’architetto Pinella Stracuzzi ha illustrato nel dettaglio il quadro delle opere realizzate in un arco temporale che si ferma al 2010: “Sono stati effettuati lavori mirati allo sviluppo economico e sociale della città, nelle sindacature precedenti era mancata questa visione strategica. Il prezioso patrimonio lasciato in eredità dovrebbe essere sfruttato dall’attuale amministrazione, purtroppo non è cosi. Senza programmazione Reggio Calabria morirà, sono tanti i giovani in fuga che non torneranno in questa città”. Allargare l’area defiscalizzata è la proposta avanzata da Giuseppe Quattrone, uno dei rappresentanti di Fratelli d’Italia/Alleanza Nazionale coordinamento Reggio Calabria città metropolitana: “Leggo di slogan ‘dall’emergenza all’eccellenza’, a me  sembra invece stia accadendo il contrario. Ci auspichiamo che il sindaco Falcomatà riesca a farsi sentire a Roma, sinora non è stato cosi. Il Decreto Reggio e Obiettivo Occupazione sono importanti opportunità ad oggi bloccate, il sindaco lo scorso 4 agosto aveva assicurato interventi immediati e cosi non è stato. Pensiamo che ampliare l’area di defiscalizzazione, portandola da Catona-Arghillà ad altre periferie, possa aiutare a far ripartire questa città”.

Conclusioni della conferenza destinate a Franco Germanò, il dirigente di Reggio Futura pone l’accento sul presunto utilizzo differente dei fondi del Decreto Reggio: “Il sindaco Falcomatà vuole usarli per asfaltare le strade, non scherziamo. Forse è rimasto ancorato al passato o non conosce bene le dinamiche legate al Decreto Reggio, molte opere sono state già appaltate, non sarà possibile eliminarle se non pagando una forte penale. Progetti come il Watefront sono stati bollati come ‘inutili’, si tratta invece di opere strategiche, fondamentali per questa città. Negli anni scorsi il governo concedeva fondi e tutelava i progetti legati a Reggio Calabria, adesso assistiamo al processo inverso. Lanciamo un segnale di preoccupazione alla città, alle bugie del sindaco non crediamo più da tempo”. Germanò passa all’analisi dei numeri, dati che servono per comprendere meglio la situazione attuale: “Il ministro Del Rio ha detto che i 6 milioni di euro tagliati dal Decreto Reggio sono poca cosa, per noi invece non è assolutamente cosi. La giunta comunale, attraverso la delibera dello scorso 3 novembre, ci ha dato ragione confermando che si sono ‘persi’ ben 80 milioni di euro, legati alla mobilità. Siamo già a oltre 100 milioni in meno nei primi dodici mesi di questa amministrazione, sono dati allarmanti”.

Pasquale Romano

 

Vedi anche:

Il Centrodestra sul Miramare: “A quale uso sarà destinato? Falcomatà…”

 

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