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    Un candelabro simbolo di dialogo tra Reggio e la comunità ebraica

    Un ponte per celebrare la vicinanza tra Reggio e la comunità ebraica. In occasione della giornata europea della cultura ebraica è il Sindaco Falcomatà ad accogliere a Palazzo San Giorgio la Kanucchia, un candelabro a otto bracci, simbolo laico di libertà individuale e culturale, donato dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Nel Salone dei lampadari del Municipio cittadino questa mattina insieme al Sindaco c’erano il Delegato Ucei per la giornata della Cultura Europea della Comunità Ebraica Roque Pugliese, il presidente dell’Associazione Prospettive Mediterranee Enrico Molinaro e l’editore Franco Arcidiaco.

    Il tema della giornata di quest’anno è ”ponti e attraversamenti”. Un modo per riaffermare il dialogo tra le comunità, non solo religiose, ma anche nel mondo politico e sociale in Italia e nel mondo. ”Siamo fortemente convinti che la cultura sia lo strumento più virtuoso per superare le divisioni – ha commentato Roque Pugliese – e pensiamo sia il modo migliore per risolvere i conflitti, dalla politica alla religione”.

    Reggio è da sempre un luogo fortemente legato alla comunità ebraica italiana. Prima del ‘500 era sede di una fiorente attività commerciale costruita attorno alla presenza degli ebrei in città. A ricordarlo è l’editore Franco Arcidiaco che ha ricostruito dal punto di vista storico le vicende della comunità ebraica reggina, cacciata intorno ai primi del 500. ”Il dono del candelabro – ha spiegato Pugliese – mira a ricostruire questo rapporto, quasi a titolo risarcitorio verso i discendenti degli ebrei cacciati da Reggio”.

    20150907_103746_resized”E’ un onore per noi ricevere questo omaggio – ha commentato il Sindaco Falcomatà – è un simbolo di accoglienza e di fratellanza. L’opera della nostra amministrazione tra l’altro è orientata la recupero della memoria storica della città. E l’antico quartiere ebraico ne è una parte importante. Io appartengo ad una generazione che ha vissuto il crollo dei muri e delle divisioni in Europa. E’ questa la cultura che vogliamo alimentare. Quella del dialogo e dalla condivisione. Non possiamo assistere oggi alla creazione di nuovi muri, che sono il trionfo della divisione e dell’egoismo. Contro il germe del razzismo noi continuiamo ad essere vicini a chi sostiene il dialogo tra le comunità”.