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    “Suo figlio non lo vuole nessuno”. La denuncia: ‘Psichiatria Riuniti: scarafaggi e putridume’

    “La Sessantacinquesima Assemblea Mondiale della Sanità ha adottato la risoluzione WHA65.4 sul peso globale dei disturbi mentali e sulla necessità di dare una risposta elaborando un piano d’azione generale sulla salute mentale incentrato sui servizi, sulle politiche, sulla legislazione, sulla pianificazione, sulla strategia e sui programmi allo scopo di proteggere, promuovere e far rispettare i diritti delle persone con disturbo mentale”. Inizia così la lettera che Immacolata Cassalia, Presidente Ass.ne Insieme per la Disabilità, e Saverio Pagnotta, Presidente Ass.ne Pandora, indirizzano al Prefetto per parlare delle precarie condizioni in cui i pazienti del reparto di psichiatria dei Riuniti sono costretti a vivere.

    “Nonostante, si avverte a tutto oggi, un rigetto verso le persone affette da questo disturbo – scrivono in una nota congiunta i due presidenti – che nella loro inabilità non sono in grado di attribuirsi appieno i diritti umani aggravando ulteriormente la loro condizione di emarginazione. Come associazione di familiari con disagio psichiatrico, ci siamo posti la presa in carico dei nostri cari accrescendo le opportunità di recovery con un piano di azione ponendo come obiettivi il rafforzamento della leadership e della governance, incidendo con efficacia sui servizi di salute mentale capaci di dare risposte a livello territoriale, implementando in questo modo strategie di promozione e prevenzione della salute mentale con rafforzamento ai sistemi informativi attraverso lo sportello Social Point Psychiatry. Per dare corpo a questa visione abbiamo pianificato e organizzato azioni che hanno coinvolto molteplici portatori d’interesse (stakeholders) a diversi livelli amministrativi come custodi finali della salute mentale essendo loro responsabili della messa in atto di misure appropriate a livello istituzionale. Come portatori d’interesse e carer, abbiamo tracciato delle politiche, delle leggi, dei servizi, più idonei e più responsabili adeguati agli strumenti internazionali e regionali in materia di diritti umani sostenendo politiche e piani più adeguati evidenziando un’attenzione all’equità, tenendo conto altresì all’impatto finanziario. Nonostante la nostra divulgazione contro la disparità identificando rischi allo scarso accesso ai servizi per garantire un sostegno adeguato a cure integrate e adatte ai bisogni, ci troviamo ad affrontare traumi psicologici causati dalla preesistente situazione di emergenza che vive il nostro territorio. Lesioni che i familiari sono esposti quotidianamente nell’affrontare proprie necessità. Non crediamo che una madre dormirebbe tranquillamente sapendo che il proprio figlio ricoverato nel reparto Psichiatria all’Ospedale Bianchi Melagrino, vive dormendo con gli scarafacci. Sappiamo le loro abitudini: rifugge la luce, prediligono gli ambienti umidi, si nutrono di tutto, anche di rimasugli di cibo o di materiali in decomposizione. Di giorno si nascondono nelle crepe dei muri, sotto i battiscopa o in altri nascondigli, specie se umidi. E proprio da questi ambienti così descritti che vivono i nostri cari. Non basta dire dormo con gli scartafacci, c’è mancanza di tavoli e sedie per consumare un pasto con dignità, i materassi sono putridi e il letto non adeguato alle normative di legge. Oltre a ciò, il personale infermieristico è scarso rispetto alle necessità degli fruitori che vengono sottoposti alle cure dei familiari. Nonostante la professionalità del primario, non messa in discussione ma che rimane spenta da finanziamenti inadeguati largiti dalle istituzioni. Violenze e ancora violenze su persone inerme ospiti in strutture alle balia di sanitari che rifiutano il confronto con i familiari sulla terapia o su una fase critica di nuove disfunzioni organiche, per poi ancora ferire col dire: “suo figlio, non lo vuole nessuno”, quando il piano Europeo per la Salute Mentale impone il diritto a una terapia rispettosa, sicure ed efficace, nel rispetto della dignità e tutela della sicurezza umana. Per affrontare queste diverse criticità chiediamo ai Politici, all’ASP, al DSM, alla Prefettura interventi sistematici e coerenti per garantire la sostenibilità delle politiche del Piano d’Azione Europeo per la Salute Mentale sul nostro territorio, partendo da un’ispezione nel reparto di Psichiatria dell’Ospedale Bianchi Melagrino alle Strutture residenti sul nostro territorio, di rioccupare il tavolo della Consulta partendo dalla Carta dei Diritti dell’Utente, di aprire un tavolo istituzionale con tutte le forze dell’ordine sul TSO”.