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    Rossano – Tribunale: Gli auguri di Antoniotti a neopresidente Aiga e solidarietà ai sindaci per soppressione PT

    La battaglia per rivendicare il diritto alla Giustizia, maldestramente sottratto dal Governo nazionale a questo territorio, rimane una priorità dell’Amministrazione comunale e per la comunità rossanese. Nessuno dimentica lo scippo del Tribunale ad opera di una classe politica che, in modo trasversale, da Roma sta decidendo le sorti di questo territorio. Ovviamente non ci arrendiamo. E così come successo nei mesi scorsi, quando sono stato in prima linea nella protesta, non lesinando energie e mettendo in second’ordine tutti gli altri impegni dell’attività istituzionale e della vita privata, continuerò a fare quanto umanamente possibile per restituire alla Città e al comprensorio della Sibaritide il Palazzo di Giustizia. In questo mi conforta l’avvicendamento dell’avvocato Mitidieri alla guida dell’associazione dei giovani avvocati. Un’elezione che rappresenta continuità e la sicurezza che l’impegno nella vertenza per la riapertura del Tribunale della Sibaritide sarà ancora garantito, da questo sodalizio che, con forte spirito civico e di appartenenza, è sempre stato in prima linea.

    È quanto afferma il sindaco Giuseppe Antoniotti, porgendo gli auguri di buon lavoro al nuovo direttivo della sezione cittadina dell’Aiga che sarà guidato, per i prossimi due anni dal giovane avvocato Mauro Mitidieri, tra i protagonisti, insieme all’avvocato Massimo Ruffo, della maratona ciclistica che nell’estate 2012 da Rossano, in sella ad una bici, li portò Roma, fino alle porte del Ministero della Giustizia per sensibilizzare l’allora Guardasigilli Paola Severino a rivedere il decreto di riorganizzazione della Geografia giudiziaria. Lo stesso che, di fatto, ha poi sancito la chiusura del Tribunale di Rossano.

    Chi continua a bisbigliare una mia resa nella battaglia per il Tribunale – dichiara Antoniotti – stia tranquillo perché non indietreggerò rispetto alle mie posizioni. Attraverso le quali ho sempre rivendicato il sacrosanto diritto alla giustizia dei cittadini di questo territorio. È palese che le decisioni del Governo e della politica abbiano decretato la chiusura del presidio di Rossano, ma continuiamo a rimanere attivi su più fronti per intraprendere ogni utile iniziativa che miri alla riapertura del palazzo di giustizia. Sia chiaro, però, che in questa vicenda, nella quale non ho e non sto lesinando energie, pur tra la solitudine delle istituzioni sovra comunali, ci sono colpe trasversali della politica nazionale. Nessuno è immune. Né il centrodestra che ha dato il via a questo piano di riorganizzazione né, tantomeno, il centrosinistra che ha avallato questa decisione e con Renzi l’ha portata a compimento, nonostante le chiare promesse assunte, alla presenza dei sindaci, degli avvocati e delle associazioni civiche, dall’allora deputato del Partito democratico Andrea Orlando, oggi Ministro della Giustizia e ultimo firmatario della Riforma sulla geografia giudiziaria. Nessuno può scaricare colpe su questo Sindaco che insieme a tanti altri suoi colleghi, ogni giorno, è impegnato per tutelare i diritti dei cittadini dal depredamento continuo attuato da un Governo nazionale che sta spogliando i comuni del meridione di tutti i servizi. A proposito, giunga la mia solidarietà a tutti quei colleghi che, in queste ore, sono a Roma per protestare contro l’ennesima decisione cervellotica di soppressione degli uffici postali minori. Ecco perché, non ammetto e sono inaccettabili le urla di qualche sprovveduto contro questa Amministrazione comunale che, al contrario, ha il pieno merito di averci messo la faccia e di continuare a spendersi in questa triste vicenda, nella quale anche la disomogeneità territoriale, la mancanza di sinergie e le avanzate populistiche ed elettoralistiche di qualche scellerato che continua a scaricare colpe su questo Esecutivo, purtroppo hanno giocato un ruolo negativo. Ma l’elezione di Mauro Mitidieri alla guida dell’Aiga, al quale porgo gli auguri di buon lavoro estesi all’intero direttivo, è una speranza. Perché – conclude Antoniotti – garantisce continuità alla voglia di proseguire, fino alla fine, in una battaglia giusta per la riapertura del Tribunale, per i cittadini e per la riaffermazione della giustizia.